Paolo Savona e Fabio Vanorio pubblicano “Geopolitica dell’Infosfera”


“Geopolitica dell’Infosfera. L’eterna disputa tra Stato e mercato/individuo nel Nuovo Ordine Mondiale Digitale” è il nuovo libro di Paolo Savona e Fabio Vanorio

geopolitica dell'infosfera

Secondo studi recenti, a livello mondiale negli ultimi decenni i punteggi del Quoziente di Intelligenza (QI) sono diminuiti costantemente. Tra le molteplici ragioni addotte, il decremento nelle scoperte scientifiche, la stagnazione delle economie mondiali e un generale pessimismo diffuso relativo al futuro collettivo. In un mondo in cui i punteggi del QI continuano a scendere, pur a fronte dell’uso dell’esperienza (come proxy) per attutire l‘impatto sociale, lo scenario più cupo implica una crisi globale della capacità dell’umanità di risolvere i problemi che lascia l’essere umano poco equipaggiato per affrontare le complesse sfide poste dall’Intelligenza artificiale, e dalla tecnologia in generale.

Il libro “Geopolitica dell’Infosfera” di Paolo Savona e Fabio Vanorio si insinua in questa prospettiva minacciosa che ha conseguenze in ogni campo della vita dell’individuo nonché sulle decisioni relative al presente e al futuro dell’essere umano.

La redazione dell’opera ha richiesto l’analisi approfondita di quasi 280 opere citate rispetto ad una bibliografia complessiva superiore alle 600 fonti bibliografiche lette e sviscerate in due anni da due autori di prim’ordine. Il Professor Savona, già coautore nel 1970 del primo modello econometrico dell’economia italiana sviluppato nel suo periodo in Banca d’Italia, nonché collaboratore di Franco Modigliani in economia monetaria ed econometria presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), già fondatore della Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli (LUISS), nonché Ministro dell’Industria, Ministro per gli Affari Europei e oggi Presidente della Consob. Fabio Vanorio, dirigente dello Stato, già analista economico-finanziario del sistema internazionale in delicati incarichi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, docente in Economics of National Security a New York, Alumnus della Saint John’s University di New York in Government and Politics, Tech Lead nella struttura di analisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed oggi Direttore amministrativo presso l’Ambasciata d’Italia a Bruxelles.
Due autori impegnati ed estremamente preoccupati per la discontinuità dei modi di essere dell’umanità in una nuova era tecnologica in cui si stabilisce un più stretto rapporto tra gli esseri umani e le macchine, ma che comporta un’inversione in termini di acquisizione della conoscenza.
Le passate rivoluzioni industriali consistevano nell’interazione tra scienziati (che sviluppavano tecnologie o prodotti) e macchine (che replicavano e automatizzavano il processo). La Quarta Rivoluzione Industriale attribuisce alle macchine il ruolo di innovatore relegando l’essere umano a un ruolo di replicante. Lo spostamento del ruolo dell’essere umano da innovatore a esecutore comporta verosimilmente nel tempo un abbassamento della soglia del quoziente intellettivo medio a causa di uno sviluppo cognitivo dell’individuo sempre più limitato e focalizzato (in media) su poche attività, perlopiù ludiche e disimpegnate. Questa, dunque, la loro spiegazione del fenomeno citato in apertura.
Nel Rinascimento, l’invenzione innescava altra invenzione, generava ricchezza ma non accelerava il ritmo dell’espansione economica. Con la rivoluzione industriale, l’innovazione ha beneficiato delle “esternalità” emerse nei “distretti industriali” di stampo marshalliano. In queste fucine di innovazione, le nuove invenzioni emergono da combinazioni di invenzioni precedenti. Nel contesto moderno, stiamo assistendo a un’ulteriore accelerazione del ritmo dell’innovazione grazie all’avvento del Machine Learning, creando un centro operativo congiunto tra mente umana e macchine. Ciò rende l’innovazione disponibile a qualsiasi economia che sia disposta a investire nell’infrastruttura e nella capacità computazionale per creare applicazioni di Intelligenza Artificiale (IA).
La Quarta Rivoluzione Industriale si caratterizza per l’attenuazione dei confini tra mondo fisico, virtuale e biologico. Poiché la velocità del progresso tecnologico è sempre superiore al passo della politica dei governi, la Quarta Rivoluzione Industriale con la sua dirompenza sta obbligando Stati e individui a incorporare nuove modalità di interazione nel sistema sociale interno e nelle relazioni internazionali.
La traiettoria di una tale trasformazione epocale è modellata da contesti organizzativi e sociali che si evolvono in maniera sinergica. Tre sono le sfere principali in cui la traiettoria futura della trasformazione digitale rifletterà cambiamenti: tecnologia, organizzazione, e politica interna e internazionale. In particolare, le tecnologie dirompenti cambiano le basi alla geopolitica e ne rendono obsoleto il sistema di riferimento nell’Ordine Mondiale.
L’Infosfera, ossia la sfera informatica della Quarta Rivoluzione Industriale, è composta da svariate tecnologie digitali come l’Intelligenza Artificiale (IA), l’Internet delle cose (IoT-Internet of Things), i Big Data, il Cloud Computing, la robotica, le piattaforme digitali, i social media, la Blockchain, le criptovalute e le produzioni additive (stampa 3D), che stanno trasformando l’intera attività umana creando un mercato fatto da nuovi individui.

Scheda Libro

Autori: Paolo Savona, Fabio Vanorio

Titolo del libro: Geopolitica dell’Infosfera. L’eterna disputa tra Stato e mercato/individuo nel Nuovo Ordine Mondiale Digitale.

Editore: Rubbettino

Pagine: 254

Copertina: morbida