Annalisa Madonna, in arte Amada, online su tutte le piattaforme digitali con il primo album intitolato “Nove piccoli sorsi di mare”
Esce “Nove Piccoli Sorsi di Mare” (SoundFly/Self) , il primo disco da cantautrice di AMADA, “voz antigua de viento y de sal” come l’Alfonsina di Mercedes Sosa.
Amada, al secolo Annalisa Madonna, napoletana, ha sempre mostrato amore per le lingue e i linguaggi del mondo. Nella sua lunga carriera di interprete ha più’ volte duettato con la cantante israeliana Noa. Nel 2003 è artista Sony con la formazione “Permiso Extraordinario”, nel 2005 fa parte della compagnia teatrale “Stone dancerinc” a Londra e nel 2013 come autrice e cantante debutta a Broadway con lo spettacolo “T’Ammore”.
Amada “vestita de mar” attraverso questi nove piccoli sorsi diviene – è scritto nella presentazione dell’album – “la creatura anfibia di un possibile inferno marino che attraversa quella zona oscura frutto della fertilità dell’inquietudine, interpreta lo spirito dei tempi e ne comunica le radici, le intesse di sofferenza per poi accudirci con il canto che ammalia.
Lingua ferita, che racconta emozioni, conflitti, contrapposizioni di antichissime culture tra vecchie città, porti dimenticati e nuovi paesaggi, il contesto in cui la vita ha la sua ragione d’essere.
Con il sale del mare curerà le ferite che mai si potranno rimarginare”.
“Nove piccoli sorsi di mare” è un progetto di world music nato una canzone dopo l’altra, senza paure ma “a piccoli sorsi, uno dopo l’altro”. Cantato in sei lingue – francese, spagnolo, portoghese, creolo capoverdiano, italiano e siciliano di Catania – è stato prodotto dal bassista e compositore Giacomo Pedicini (che è anche coautore dei brani), già collaboratore di Joe Barbieri, Nino Buonocore, e componente del gruppo Spaccanapoli prodotto dalla Real World di Peter Gabriel. Pedicini è stato membro fondatore e produttore dei Driving Mrs. Satan e dei Kantango. E’ proprio con i Kantango che nasce la voce di Amada, interprete del brano “Dejame”, scritto dallo stesso Pedicini con Joe Barbieri, per “Ida Y Vuelta”, album del 2010, in cui la sua voce si trova accanto a quelle di Lura, Susana Baca, Rupa e alla fisarmonica di Richard Galliano.
Da questo filo rosso origina “Nove Piccoli Sorsi di Mare”, un disco in cui i differenti idiomi si fondono con la musica, abbracciati da sonorità popolari e strumenti moderni.
NOVE PICCOLI SORSI DI MARE – Tracklist e guida all’ascolto
1- Beatriz e o Beijaflor (Portoghese)
“ La libertà è il volo di un colibrì”, dice la prima traccia dell’album.
Questo brano è dedicato ad una Beatrice moderna, lontana dall’amor cortese di Dante e di chiunque abbia cantato di una donna intesa come modello di bellezza e fonte di ispirazione poetica.
Beatrice oggi è condannata, oltraggiata, rinchiusa.
Il suo grido sordo è disegnato come il volo di un uccello libero e solitario: il volo di un colibrì.
2- Minha sereia (Portoghese)
Un vero e proprio imperativo alla condivisione e alla gioia, un’ode d’amore alla propria Musa che è identificata in una affascinante creatura marina: la sirena.
“Canto il mio amore alla sirena accanto a me, danzo con passione sulle note del mio bandoneon…”
3- Cache Cache (Francese)
Cache cache, ossia “nascondino”, famoso gioco dell’infanzia di ogni luogo e di ogni tempo, stavolta è lo sport preferito di una donna che non vuole affrontare le sue responsabilità e i suoi mille doveri.
Vorrebbe imitare Aurora, la bella addormentata, per dormire tutto il giorno invece di somigliare ad Alice nel paese delle meraviglie che rincorre senza sosta il Bianconiglio.
“Vorrei sapere dove si nasconde il mio desiderio di affrontare i miei doveri: lo cerco ma non lo trovo!
…e allora buonanotte e così sia!”
4- Mirabilis (Italiano)
Miranda, nome di origine latina, che significa “Colei da ammirare”, in questa canzone è invece colei che ammira il suo giardino segreto con i suoi fiori, che sbocciano soltanto di notte: la bella di notte, la campanula, il caestrum, l’orchidea…
“Un piccolo mondo segreto, Miranda ha un giardino notturno in cui stare per scordare le ore più
buie…”
Questo brano prende ispirazione dal libro “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valèrie Perrin.
5 – Amor cruel (Spagnolo)
In questo brano non è l’amore ad essere crudele, lo è invece la fine.
Un canto disperato di donna, una supplica all’amato, affinchè possa insegnargli a vivere senza il suo amore.
6- A festa da morti (Siciliano di Catania)
In questo divertissement in dialetto catanese, viene raccontata la storia di una donna che riesce a contrastare la morte a più riprese.
Un duetto grottesco che si concluderà con la vittoria prevedibile della morte che, come ultima istanza, utilizzerà un inaspettato travestimento per irretire la coraggiosa sfidante.
7- Milonga inglés (Spagnolo)
Una finestra attraverso cui una giovane ballerina, durante una lunga e fredda notte londinese, immagina una sala da tango: una milonga senza tempo.
E così la notte scorre lenta, passo dopo passo di un tango al buio di un ricordo, svanisce la voglia di andare a dormire.
8- La mujér de mi mujér (Spagnolo)
Paloma e Blanca stanotte non andranno insieme a lezione di ballo.
Blanca la guarda mentre si prepara di tutto punto: scarpe lucidate, bretelle, papillon.
Decide di seguirla e di spiarla, fino a scoprire che Paloma balla con ardente passione con un’altra donna.
Questo tradimento in pista si consuma come un sogno da cui Blanca si sente tirata fuori: “Guarda! Guarda l’amante della mia donna!”
9- Canta um tango (Creolo capoverdiano)
L’ultima traccia dell’album è una cover di un brano di Lura e dei Kantango.
Personale omaggio alla grande Cesaria Evora.
Questa canzone descrive la vita come se fossimo al centro di una sala da ballo.
Il tango come specchio di sè stessi, come un caleidoscopio di emozioni: dagli odori di fior di Morango alle luci al neon.
Un susseguirsi di fermo immagine: un bandoneon, una donna elegante, una porta per la felicità.

