Test di fibrosi epatica valuta pazienti asintomatici a rischio di HFpE


Un test non invasivo per la valutazione di fibrosi epatica può essere uno strumento di screening utile per pazienti asintomatici a rischio di HFpE

Le persone con un genitore, un fratello o un bambino con diabete hanno un rischio maggiore di sviluppare la steatosi epatica non alcolica

Un test non invasivo per la valutazione di fibrosi epatica (FIB-4, fibrosis-4 index) può essere uno strumento di screening utile e a basso costo per selezionare candidati asintomatici a un esame più approfondito di insufficienza cardiaca con frazione di eiezione preservata (HFpEF), secondo gli autori di uno studio pubblicato online su “Gastro Hep Advances”.

In effetti, il FIB-4 si è rivelato un predittore significativo di alto rischio di HFpEF, scrive un gruppo di ricercatori coordinati da Chisato Okamoto, del Dipartimento di Biochimica Medica del Centro Nazionale Cerebrale e Cardiovascolare a Suita, città della prefettura di Ōsaka afferente alla Scuola Universitaria di Medicina di Ōsaka (Giappone).

«Il riconoscimento dell’HFpEF in fase precoce nell’ambito di uno screening di massa è auspicabile, ma difficile da raggiungere» premettono gli autori. Per questo è interessante l’impiego in tal senso dell’indice FIB-4 che, specificano, viene calcolato utilizzando solo quattro parametri che sono regolarmente valutati nei programmi di check-up sanitari generali.

I vantaggi di una diagnosi precoce
L’HFpEF è una malattia emergente negli ultimi anni, caratterizzata da una prognosi scarsa, ricordano Okamoto e colleghi. La diagnosi precoce può essere complessa per vari motivi, in particolare perché i pazienti con HFpEF sono spesso asintomatici fino alla fine del processo patologico e hanno normali pressioni di riempimento ventricolare sinistro a riposo.

Utilizzando uno strumento per selezionare i casi probabili di HFpEF tra i partecipanti subclinici nell’ambito di un programma di check-up sanitario, i medici possono indirizzare i pazienti a un test da sforzo diastolico, è considerato il gold standard per la diagnosi di HFpEF.

Studi precedenti hanno scoperto che l’indice FIB-4 (che è – come accennato – uno strumento non invasivo per stimare la rigidità epatica e la fibrosi) è associato a un rischio più elevato di eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE) nei pazienti con HFpEF. Inoltre, i pazienti con steatosi epatica non alcolica (NAFLD) hanno una prevalenza due volte maggiore di HFpEF rispetto alla popolazione generale.

Utilizzato l’algoritmo diagnostico dell’HFA per pazienti con fiato corto
Okamoto e colleghi hanno esaminato l’associazione tra l’indice FIB-4 e il rischio di HFpEF sulla base dell’algoritmo diagnostico dell’Heart Failure Association (HFA) per HFpEF in pazienti con mancanza di respiro (HFA-PEFF). I ricercatori, più in dettaglio, hanno esaminato l’impatto prognostico dell’indice FIB-4 in 710 pazienti che hanno partecipato a un programma di check-up sanitario nella comunità rurale di Arita-cho, in Giappone, tra il 2006 e il 2007.

Sono stati esclusi i partecipanti con una storia di malattie cardiovascolari o ridotta funzione sistolica ventricolare sinistra (LVEF < 50%). L’indice FIB-4 e il punteggio HFA-PEFF sono stati calcolati in tutti i partecipanti. In primo luogo, utilizzando i punteggi HFA-PEFF, Okamoto e colleghi hanno ordinato i partecipanti in cinque gruppi in base al rischio HFpEF: 215 (30%) con punteggio 0, 100 (14%) con punteggio 1, 171 (24%) con punteggio 2, 163 (23%) con punteggio 3, 61 (9%) con punteggi da 4 a 6.

I partecipanti al gruppo ad alto rischio (punteggi 4-6) erano più anziani, per lo più uomini, e avevano valori più elevati di pressione arteriosa, assunzione di alcol, ipertensione, dislipidemia e malattie epatiche. Più alto era il gruppo di rischio HFpEF, maggiori erano i tassi di mortalità per tutte le cause, ospedalizzazione per insufficienza cardiaca e MACE.

Predittore di rischio proporzionale alla gravità dell’insufficienza
Nel complesso, l’indice FIB-4 correlato con i gruppi a rischio di HFpEF ha mostrato un aumento graduale tra i gruppi, con 0,94 per il gruppo a basso rischio, 1,45 per il gruppo a rischio intermedio e 1,99 per il gruppo ad alto rischio, scrivono gli autori. L’indice FIB-4 è anche apparso correlato ai marcatori associati ai componenti del sistema di punteggio HFA-PEFF.

Utilizzando l’analisi di regressione logistica multivariata, l’indice FIB-4 è stato associato a un alto rischio di HFpEF e un aumento di FIB-4 a maggiori probabilità di alto rischio HFpEF. L’associazione è rimasta significativa in quattro modelli separati che hanno tenuto conto dei fattori di rischio associati a malattie legate allo stile di vita, parametri ematici associati a malattie del fegato e condizioni croniche come ipertensione, dislipidemia, diabete mellito ed epatopatie.

Analisi di cut-off, sensibilità e specificità in vari modelli: valore predittivo invariato
Nelle analisi aggiuntive dell’area sotto la curva (AUC), l’indice FIB-4 è stato un predittore significativo di un elevato rischio di HFpEF. A valori di cut-off tipicamente utilizzati per la fibrosi epatica avanzata nella NAFLD, un cut-off FIB-4 di 1,3 o inferiore aveva una sensibilità dell’85,2%, mentre un cut-off FIB-4 di 2,67 o superiore aveva una specificità del 94,8%.

A valori di cut-off alternativi tipicamente utilizzati per i pazienti con infezione da virus HIV/epatite C, un cut-off FIB-4 inferiore a 1,45 aveva una sensibilità del 75,4%, mentre un cut-off FIB-4 superiore a 3,25 aveva una specificità del 98%.

Utilizzando cut-off di 1,3 e 2,67, un FIB-4 più elevato è stato associato a tassi più elevati di eventi clinici e MACE, nonché a un rischio più elevato di HFpEF. Utilizzando i cut-off alternativi di 1,45 e 3,25, è stata possibile anche la stratificazione prognostica degli eventi clinici e del MACE.

Quando tutte le variabili sono state incluse nel modello multivariato, l’indice FIB-4 è rimasto un predittore prognostico significativo. La prognosi clinica stratificata dell’indice FIB-4 era anche un predittore indipendente di mortalità per tutte le cause e ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.

Sebbene siano necessari ulteriori studi per rivelare l’interazione tra fegato e funzionalità cardiaca, sottolineano Okamoto e colleghi, i risultati forniscono preziose informazioni che possono aiutare a scoprire l’interazione cardioepatica per ridurre lo sviluppo di HFpEF.

«Dal momento che possono essere effettuate facilmente, rapidamente e in modo economico, le misurazioni di routine o ripetute dell’indice FIB-4 potrebbero aiutare a selezionare i candidati più appropriati per l’esame dettagliato del rischio di HFpEF, con la possibilità di migliorare gli esiti clinici tramite una diagnosi dell’HFpEF in fase precoce» concludono.

Bibliografia:
Okamoto C, Tsukamoto O, Hasegawa T, et al. Candidate Screening for Heart Failure With Preserved Ejection Fraction Clinic by Fib-4 Index From Subclinical Subjects. Gastro Hep Adv, 2022 Sep 20. doi: 10.1016/j.gastha.2022.09.005. [Epub ahead of print] leggi