Migranti, naufragio nell’Egeo: 78 morti e decine di dispersi


Naufragio nell’Egeo, Alarm Phone: “A bordo 780 persone, Atene allertata da ieri”. Almeno 78 migranti hanno perso la vita e diversi altri risultano dispersi

naufragio crotone

Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime del maxi naufragio di migranti nell’Egeo, avvenuto stamani al largo delle coste della Grecia: almeno 78 persone hanno perso la vita e diverse altre risultano disperse, come fa sapere la testata locale Ekathimerini. Ma a bordo del peschereccio e affondato in uno dei punti più profondi dell’Egeo, i guardiacoste greci riferiscono di oltre 400 persone, mentre per l’ong Alarm Phone ce n’erano addirittura 780. Finora sono 104 quelle già tratte in salvo dalla Guardia costiera ellenica, secondo cui il disastro è avvenuto in acque internazionali, non lontano da Pylos, nel Peloponneso.

Per rispondere all’emergenza, che appare come la più grave registrata negli ultimi tempi, il governo di Atene ha mobilitato due motovedette e una nave di salvataggio della Guardia costiera, una fregata della Marina militare, sette navi, un elicottero e un velivolo senza pilota di Frontex. L’esecutivo ha inoltre garantito che le ricerche proseguiranno anche stanotte, aggiungendo un aereo C130. Un portavoce del ministero dei trasporti citato sempre da Ekathimerini ha chiarito: “Anche se non siamo in grado di dare un numero esatto, è naufragata un’imbarcazione con tante persone a bordo. I testimoni hanno detto che sul ponte era pieno di gente. Potete capire che la ricerca durerà giorni”.

AUTORITÀ GRECHE ALLERTATE DA IERI

Alarm Phone, organizzazione che in Europa monitora e raccoglie gli Sos delle imbarcazioni di migranti in difficoltà, avvertendo poi i governi europei competenti, denuncia di aver allertato le autorità greche del peschereccio in difficoltà prima delle 17 di ieri, insieme all’agenzia europea per il controllo delle frontiere (Frontex) e Unhcr in Grecia. Gli attivisti fanno sapere di aver ricevuto la prima chiamata di aiuto dalla barca alle 14.17: “Da ieri pomeriggio e fino a poco dopo la mezzanotte di oggi Alarm Phone è stata in contatto con l’imbarcazione in difficoltà che si sarebbe poi capovolta” scrive l’ong in un tweet, in cui allega un documento in cui illustra la cronologia degli eventi. Il natante, informa ancora Alarm Phone, sarebbe partito dalla Libia e ha iniziato a chiedere aiuto dal pomeriggio di ieri, mentre era “in zona Sar Greca”, ossia nell’area già di competenza di Atene per la ricerca e il soccorso. Una volta allertate le autorità, gli attivisti nel corso della serata hanno cercato di far intervenire due mercantili che transitavano non lontano, Lucky Sailor e Faithfull Warrior. Secondo il documento condiviso, è stato possibile parlare solo con il Lucky Sailor, che ha fatto sapere di poter intervenire solo su ordine della Guardia costiera greca. Infine, poco dopo la mezzanotte, l’ong ha perso le comunicazioni con il peschereccio. “I confini dell’Europa uccidono”, denunciano in conclusione.

IL RICORDO DI CUTRO

Il naufragio al largo della Grecia ricorda quello avvenuto a Cutro, in Italia, nel febbraio scorso, dove persero la vita 94 persone e decine risultano ancora disperse. La Procura di Crotone ha emesso sei avvisi di garanzia per l’ipotesi di naufragio e omicidio colposo per omissione di soccorso. Come avvertono gli esperti, il terremoto che a febbraio ha colpito la Turchia sud-orientale ha reso più difficile per chi fugge da guerre e povertà usare le rotte di terra che conducono ai Balcani, pertanto sempre più imbarcazioni si avventurano nel mar Egeo per raggiungere l’Unione Europea.