Addio Terzo Polo: la storia tra Renzi e Calenda ai titoli di coda


Renzi e Calenda al duello finale, si rinfacciano anche i soldi. Nella lite tra i leader di Italia Viva e Azione, anche il finanziamento al futuro partito unico

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Trema il Terzo Polo, Matteo Renzi e Carlo Calenda sono già ai ferri corti. L’alleanza tra Italia Viva e Azione nata lo scorso agosto rischia di essere giunta già al capolinea malgrado il buon risultato alle scorse elezioni politiche, seguite da numeri molto meno lusinghieri nelle amministrative di Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Ad accendere le ostilità sono stati i malumori provenienti nelle ultime ore da Azione dove pochi hanno apprezzato i molteplici impegni extra politici di Renzi, non ultimo la direzione de ‘Il Riformista’. Non solo. L’ex premier è accusato dagli alleati di “tatticismi” anche per il mancato finanziamento al nuovo soggetto e alle campagne elettorali.

Pronta la replica dal fronte renziano, che respinge le accuse di tatticismo e come riferisce la Dire (www.dire.it), rilancia: “Ora il congresso”, scrivono le portavoce nazionali di Italia Viva Alessia Cappello e Ciro Buonajuto. Per quell’appuntamento, ricordano dal quartier generale di Renzi, “ci sono le date già fissate, ci sono le regole decise da Calenda comprese quelle sul tesseramento, ci sono i gruppi di lavoro con i nomi già decisi, c’è il comitato politico. Noi siamo pronti al congresso che Calenda ha chiesto di fare. E ci mettiamo nome e cognome. C’è qualcuno che cambia idea una volta al giorno, ma quel qualcuno non siamo noi”.

Proprio il congresso, secondo i renziani, è l’elemento che ha aperto il vaso di Pandora. Calenda, sostengono, “non vuole uno sfidante alla segreteria”, candidatura che i rumors attribuiscono a Luigi Marattin. E ai renziani che lo attaccano, il leader di Azione risponde stizzito: “Polemiche da cortile, ora avanti con chi ci sta con il partito dei liberal-democratici”. Italia Viva però fa muro e respinge le accuse al mittente. “Polemiche che dispiacciono, ma andiamo avanti”, dice Maria Elena Boschi. “Si deve mettere ai voti anche il fatto che Renzi possa o non possa fare il direttore de il Riformista?”, chiede Marattin. Mentre Francesco Bonifazi rivendica il contributo economico di Italia Viva al sostegno del Terzo Polo: 1 milione e 200mila euro, gli stessi soldi versati da Azione.