Lo spettacolo “Matrioska” in scena allo Spazio Diamante


Sarà in scena allo Spazio Diamante dal 8 al 26 marzo, lo spettacolo MATRIOSKA, nato da un’idea di Giampiero Rappa, scritto dagli Attori della Compagnia LO STORMO

matrioska

Sarà in scena allo Spazio Diamante dal 8 al 26 marzo, lo spettacolo MATRIOSKA, nato da un’idea di Giampiero Rappa, scritto dagli Attori della Compagnia LO STORMO. In scena: Saverio Barbiero, Claudio Cammisa, Raffaele Elmetto, Matteo Esposito, Alberto Gandolfo, Michela Nicolai, Camilla Paoletti, Fabiana Pesce, Giacinta Pittaluga, Flavia Prugnola, Diletta Ronga, Marta Savoia. La regia di Giampiero Rappa.

Un nightclub, un’azienda di trasporti, una casa di piacere, uno studio di terapia e una
famiglia che nasconde un segreto. Sono gli scenari diversi di una battaglia imminente, uno scontro tra generi. Una giovane straniera in cerca di fortuna arriva in una piccola località lombarda, sette donne e cinque uomini vivono le proprie realtà, vizi e desideri inespressi, ignari di quel che li aspetta. Storie dentro altre storie, dove i rapporti di potere, giustizia e destino risorgono dai tragici di un tempo e approdano nel nostro. Perché gli anni passano ma la scelta resta: farsi trascinare dal fato come dalla corrente oppure opporsi e imporsi, a proprio rischio e pericolo.

“Una Matrioska composta da sette donne e cinque uomini che vivono le proprie realtà – raccontano gli autori della Compagnia LO STORMO – vizi e desideri inespressi, ignari di quel che li aspetta. Una giovane ragazza ucraina in cerca di fortuna arriva in una piccola località lombarda. Il fato può trascinarti come fa la corrente di un fiume, bisogna scegliere di opporsi e imporsi, a proprio rischio e
pericolo. È la storia di uno scontro tra generi, dal quale ogni personaggio uscirà sconfitto, tranne chi ha davvero osato avere il coraggio per modificare il proprio destino. Uomini fermi nella loro convinzione di supremazia, donne che diventano androgine pur di non essere sottomesse. Scenari diversi e apparentemente scollegati tra loro, si incastrano perfettamente l’uno nell’altro fino a implodere l’uno sull’altro, l’uno a causa dell’altro”.

“La trama principale della famiglia di Alfio è come uno spettacolo a sé, incastrata negli ingranaggi delle altre storie – scrive l’ideatore e regista Giampiero Rappa – Ognuno incide direttamente o indirettamente sulla vita del protagonista. Eva, la ragazza ucraina (la scelta della nazione di provenienza è stata fatta un anno prima dello scoppio della guerra), entra a far parte di una comunità dove il suo ruolo risulta purtroppo essere quello della vittima “sacrificale”. Grazie alla sua morte cambieranno i destini e la vita di tutti. Vite ormai da tempo logorate per la mancanza di una prospettiva o semplicemente per l’assenza di coraggio di cambiare le proprie esistenze. Non c’è dialogo sincero tra uomo e donna; ci sono vittime e carnefici, dipendenze e co-dipendenze. I gesti e le azioni che ognuno agisce hanno un prezzo altissimo. La gabbia che ha costruito Alfio non regge più: il tiranno sta perdendo il potere, le figlie si ribellano, finalmente. Non gli resta che fare il bilancio della sua vita, ritrovandosi faccia a faccia con la solitudine e un vuoto incolmabile. Si accorge di non avere più nulla e di non poter contare più su nessuno. È il momento dei fantasmi, della lucida pazzia, dove si può fare un gesto estremo. L’omicidio finale non è un raptus. È una escalation di eventi che lo porta a uccidere la vittima “sacrificale” Eva: la rabbia di una vita intera, l’incapacità di chiedere aiuto, gli abusi che ha perpetrato e che ora gli si ritorcono contro, l’incapacità di ribellarsi ad altri tiranni, come il suo datore di lavoro. È un uomo che attende da tempo per sé stesso una punizione esemplare. “L’ergastolo gli devono dare a quelli”: questo lui dice all’inizio dello spettacolo alla figlia quando viene a conoscenza dell’arresto di un delinquente che ha ucciso un orafo durante una rapina. Alfio è in fondo un uomo in attesa di essere imprigionato per poter non fare più male a nessuno”.

Lo spettacolo Matrioska, segna la nascita della compagnia Lo Stormo, che in questa occasione, dopo le repliche domenicali presenterà una serie di talk tematici rivolti al pubblico:

12 marzo: Violenza di genere

19 marzo: Compagnie giovani

26 marzo: Pillole di drammaturgia.

NOTE SULLA COMPAGNIA

stórmo s. m. [voce longob.; cfr. ted. Sturm «assalto»].

3. a. Piccolo gruppo di cavalieri

c. Gruppo compatto di uccelli o di insetti in volo

Anche se è diffusa l’opinione che ciò che porta a creare movimenti organizzati in stormi sia la presenza di un “capo”, non è così. Ogni elemento dello stormo prende a riferimento quello a lui più vicino. È questo che determina il movimento “a gruppi”. La compagnia teatrale Lo Stormo vede la luce nell’ottobre 2022 come coronamento del percorso accademico condiviso dai dodici membri. Attor*, regist* e scrittor*, quest’approccio a tutto tondo verso il teatro permette di considerare la diversità delle visioni interne non come limite ma, anzi, come qualcosa da ricercare, come motore creativo necessario per i progetti della compagnia. L’incontro con Giampiero Rappa durante gli anni di formazione ha favorito, poi, la costituzione del gruppo e la ripresa in scena, sempre nell’ottobre 2022, di Matrioska, testo di cui tutti i membri della compagnia sono autori e attori.

IL REGISTA

Giampiero Rappa

(attore, regista, drammaturgo)

Nato a Genova nel 1973, frequenta nel 1994 la Scuola di Recitazione del Teatro dello
Stabile di Genova. Nel 1997 si trasferisce a Roma e fonda con alcuni compagni della
scuola – Filippo Dini, Andrea Di Casa, Sergio Grossini, Mauro Pescio -, la compagnia teatrale Gloriababbi Teatro, per la quale diventa drammaturgo. Il suo primo lavoro, Gabriele, scritto con Fausto Paravidino nel 1998, è vincitore della Terza Rassegna di Drammaturgia Emergente – come miglior spettacolo della giuria e del pubblico – e nel 2005 è Finalista ai Premi Olimpici del Teatro dell’ETI come novità italiana. Ha scritto inoltre i testi Zenit (con Barbara Petrini), Tutta colpa di cupido (scritto con Lello Arena e Fausto Paravidino), Il Riscatto, Prenditi cura di me, recentemente proclamato vincitore del Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia Europea – XIII Edizione, la commedia Sogno d’amore, Il coraggio di Adele ed infine La macchina dei desideri. Oltre che drammaturgo è anche regista teatrale. Ha diretto Gabriele, Zenit, Il riscatto, Sogno d’amore, Prenditi cura di me, Il coraggio di Adele, La macchina dei desideri, Adele’s Heart per il Fringe Festival di Edimburgo, Mr. Placebo di Isabel Wright e A Slow air di David Harrower. Albania Casa mia di Aleksandros Memetaj, Una vita che sto qui di Roberta Skerl. A queste attività affianca anche quella docente di recitazione e attore per il cinema e il teatro

Spazio Diamante

Via Prenestina, 230/B, 00176 Roma RM

Telefono: 06 2785 8101

8, 9, 10, 11 marzo H.21, 12 marzo H.17

17, 18 marzo H.21, 19 marzo H.17

24, 25 marzo H.21, 26 marzo H.17

Biglietto: 15 euro, riduzione per gli under 35 e per i gruppi a euro 10