Presentato il Manifesto per l’eliminazione dei tumori HPV-correlati


Le associazioni italiane presentano al nuovo governo il Manifesto per l’eliminazione dei tumori HPV-correlati e conseguire gli obiettivi già definiti a livello internazionale

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“Fare dell’Italia il primo paese europeo a sconfiggere il cancro della cervice uterina, grazie ad adeguati interventi su screening, vaccinazione e trattamento”. È il traguardo che pongono le associazioni che oggi hanno rilanciato il Manifesto per l’eliminazione dei tumori HPV-correlati, un appello rivolto alle Istituzioni affinché siano conseguiti al più presto gli obiettivi già definiti a livello internazionale ed europeo.

La Fondazione Umberto Veronesi, la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, Fondazione IncontraDonna, CittadinanzAttiva, ThinkYoung, Consiglio Nazionale dei Giovani, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e ACTO – Alleanza Contro il Tumore Ovarico hanno scelto di aggiornare il Manifesto realizzato il 4 marzo 2021 e presentarlo al Governo.

Con l’occasione, le associazioni sentono l’esigenza di rinnovare l’impegno nei confronti delle istituzioni contro i tumori HPV-correlati, che rappresentano ancora oggi un grave problema di salute pubblica. Nel suo comunicato “WHO/Europe urges Member States to consign cervical cancer to history”, l’OMS stima che ogni anno, in Europa, a oltre 66.000 donne viene diagnosticato il cancro cervicale. Nella sola Italia, quasi 5.000 casi di tumore ogni anno sono attribuiti a infezioni croniche di ceppi oncogeni dell’HPV, mentre il tasso di sopravvivenza a 5 anni per il tumore cervicale rimane stabile intorno al 68%, valore troppo basso se si considera che si tratta di patologie facilmente prevenibili.

A livello europeo, la Commissione Europea ha predisposto un piano di intervento dedicato al nostro continente proprio per l’eliminazione dei tumori correlati al Papillomavirus. Lo Europe’s Beating Cancer Plan, infatti, intende supportare gli stati membri dell’UE nelle strategie vaccinali di ragazze e ragazzi, al fine di arrivare a una copertura del 90% e consentire al 90% della popolazione target l’accesso agli screening oncologici.

“Due anni dopo la call to action dell’OMS e a seguito dell’impatto che la pandemia di Covid-19 ha avuto sulle attività di prevenzione oncologica – dicono i sottoscrittori del Manifesto – è ora imprescindibile fare dell’Italia il primo Paese europeo a sconfiggere i tumori HPV correlati, prevedendo azioni e tempi definiti in linea con la strategia internazionale”.

Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato gli ultimi dati relativi a screening e coperture vaccinali anti-HPV, da cui emerge che siamo ancora lontani dagli obiettivi tanto nazionali (95% di copertura di maschi e femmine) quanto internazionali (90% di copertura nelle adolescenti). La sorveglianza PASSI dell’ISS rileva che nel biennio 2020-2021 i dati sugli screening, considerati in aggregato come somma tra screening cervicali organizzati e screening cervicali spontanei, sono peggiorati rispetto agli anni precedenti: il 77% delle donne fra i 25 e i 64 anni di età si è sottoposta allo screening cervicale (Pap-test o HPV test), registrando una diminuzione del 3% rispetto al triennio 2016-2019. Una tendenza analoga si riscontra per le prestazioni vaccinali, dove i tassi di copertura non sono riusciti a ritornare ai livelli pre-pandemici. I dati del Ministero della Salute, aggiornati al 31 dicembre 2021, indicano che le undicenni vaccinate con ciclo completo erano il 32,22%, contro il 41,6% del 2019, mentre i dati peggiorano ulteriormente se si considera la popolazione maschile, dove solo il 26,75% degli undicenni è stato immunizzato nel 2021, a fronte del 32,25% del 2019. La copertura per ciclo completo nella coorte delle quindicenni – utilizzata dall’OMS come riferimento nelle sue statistiche – si attesta invece intorno al 70,55%.

Alla luce di questi dati, le Associazioni si rivolgono direttamente all’esecutivo: “Come già sta avvenendo in altri Paesi, occorre un intervento del Governo italiano affinché si possa proseguire con forza e sollecitudine verso gli obiettivi nazionali e internazionali – sostengono – questa è una battaglia di salute pubblica per un traguardo oggi raggiungibile: eliminare i tumori causati da papillomavirus”.