Covid: vaccini a mRna sicuri per le donne in gravidanza


Vaccini a mRna di Pfizer e Moderna contro il Covid-19 sicuri secondo un nuovo ampio studio pubblicato sulla rivista The Lancet Infectious Diseases

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Le donne incinte hanno un motivo in più per ritenere sicuri i vaccini a mRna di Pfizer e Moderna contro il Covid-19, secondo un nuovo ampio studio pubblicato sulla rivista The Lancet Infectious Diseases. In effetti, le donne vaccinate in gravidanza hanno mostrato minori probabilità di incorrere in problemi di salute significativi rispetto a quelle vaccinate non gravide, dopo entrambe le dosi di vaccino.

La pandemia ha colpito in modo sproporzionato le donne in gravidanza, che hanno un rischio più elevato di sviluppare una malattia grave rispetto a quelle non incinte di età simile. La gravidanza comporta un aumento del rischio di ricovero ospedaliero a seguito del Covid, ricovero in unità di terapia intensiva, ventilazione meccanica e morte, per via dei cambiamenti nella fisiologia cardiopolmonare e immunologica, hanno premesso gli autori guidati da Manish Sadarangani, del British Columbia Children’s Hospital Research Institute di Vancouver, Canada. Inoltre la sindrome respiratoria acuta grave causata dal virus SARS-CoV-2 aumenta il rischio di esiti avversi della gravidanza come ipertensione, preeclampsia, ridotta crescita fetale e parto pretermine.

Uno studio canadese sul vaccino in gravidanza
Condotto dal Canadian National Vaccine Safety (CANVAS) Network, questo studio osservazionale di coorte tuttora in corso è uno dei primi a confrontare gli effetti collaterali del vaccino tra donne incinte vaccinate, donne incinte non vaccinate e donne non gravide vaccinate. Per questa analisi sono stati esaminati i dati relativi alle pazienti residenti in sette province e territori canadesi tra dicembre 2020 e novembre 2021.

A tutte le persone vaccinate coinvolte è stato chiesto di segnalare eventuali problemi di salute durante la settimana successiva a ciascuna dose di vaccino contro il Covid-19, mentre le donne incinte non vaccinate (gruppo di controllo) hanno registrato gli eventuali problemi di salute nei 7 giorni precedenti al completamento del sondaggio. Nel complesso 191.360 donne di età compresa tra 15 e 49 anni hanno completato la survey relativa alla prima dose di vaccino e 94.937 hanno completato quella sulla seconda dose.

Pochi eventi avversi in tutti i gruppi
Il 4% delle donne in gravidanza che hanno ricevuto un vaccino a mRNA ha riportato un evento di salute significativo entro una settimana dopo la prima dose e il 7,3% dopo la seconda dose. I più comuni dopo la seconda dose sono stati una sensazione generale di malessere, mal di testa/emicrania e infezioni respiratorie.

Tra le donne in gravidanza non vaccinate, il 3,2% ha riportato eventi simili nella settimana prima della partecipazione al sondaggio. Per questi soggetti un evento di salute significativo è stato definito come un evento sanitario nuovo o peggiore che è stato sufficiente a far sì che la paziente non potesse recarsi a scuola o al lavoro, che richiedesse un consulto medico e/o che impedisse lo svolgimento delle attività quotidiane nella settimana precedente. Un evento sanitario grave è stato definito come risultato di una visita al pronto soccorso e/o di un ricovero in ospedale nella settimana precedente.

Nel gruppo di controllo, composto da donne non gravide ma vaccinate, il 6,3% ha riportato un evento di salute significativo nella settimana successiva alla prima dose e l’11,3% dopo la dose due, con proporzioni più elevate rispetto alle pazienti vaccinate.

Gli eventi gravi sono stati rari in tutti i gruppi (inferiori all’1%) e si sono verificati con proporzioni simili in tutti e tre i gruppi. Non c’era nessuna differenza significativa nei tassi di aborto spontaneo/natimortalità tra i gruppi.

«Entrambi i vaccini a mRNA si sono dimostrati altamente immunogenici ed efficaci in gravidanza. Considerato l’aumento del tasso di complicanze significative associate al Covid durante la gestazione, un’elevata copertura vaccinale in gravidanza è importante per la protezione della madre e del neonato, attraverso il trasferimento transplacentare passivo di anticorpi IgG specifici per l’antigene e la protezione attraverso il latte materno» hanno concluso gli autori. «Questi dati possono essere utilizzati per informare le persone in gravidanza degli eventi avversi attesi dopo la vaccinazione».

In un editoriale collegato allo studio, le autrici Sascha Ellington e Christine Olson dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno osservato che questi risultati sono coerenti con un crescente numero di evidenze a supporto del fatto che i vaccini a mRNA per il Covid-19 sono sicuri in gravidanza.

Nonostante questo, resta difficile convincere alcune persone
«Questi risultati potrebbero comunque non convincere a vaccinarsi tutte le donne in gravidanza, a causa dei continui e infondati timori che circondano i vaccini» ha affermato Diana Gillman del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Olmstead Medical Center di Rochester, Minnesota. «Purtroppo, anche se questo studio conferma quanto già sappiamo sul vaccino in gravidanza, ovvero che è sicuro ed efficace nel prevenire possibili malattie potenzialmente letali nella madre e nel bambino, molte pazienti continuano a essere contrarie a causa di timori infondati su possibili danni al feto».

«Le pazienti accettano regolarmente tutti gli altri consigli del proprio medico in merito alla gravidanza, compreso il vaccino Tdap (tetano/difterite/pertosse) per proteggere il bambino durante l’infanzia, eppure fanno resistenza per questa vaccinazione potenzialmente salvavita» ha aggiunto.

Secondo Gillman la scienza ha fatto il possibile e ora i dati che possono convincere i genitori sulla sicurezza dei vaccini in gravidanza probabilmente dovranno provenire da esperti di psicologia e sociologia, che possono individuare i motivi alla base della resistenza dei pazienti e applicare le strategie persuasive più appropriate.

Bibliografia

Sadarangani M et al. Safety of COVID-19 vaccines in pregnancy: a Canadian National Vaccine Safety (CANVAS) network cohort study. August 11, 2022.

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