Dermatite atopica: nuovi dati sull’uso di dupilumab nei giovani


Nei bambini e negli adolescenti affetti da dermatite atopica da moderata a grave, la terapia con dupilumab si è dimostrata efficace e ben tollerata

Dermatite atopica: miglioramento della malattia con minimi effetti collaterali dopo la terapia topica mirata contro lo Staphylococcus aureus

Nei bambini e negli adolescenti affetti da dermatite atopica da moderata a grave, la terapia con dupilumab si è dimostrata efficace e ben tollerata indipendentemente da età, sesso, razza/etnia e comorbidità atopiche. Sono i risultati di uno studio retrospettivo pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice.

«Al Mount Sinai trattiamo molti pazienti molto giovani con dermatite atopica e abbiamo visto l’opportunità di fornire ulteriori dati sull’uso nel mondo reale di dupilumab in questi gruppi di età» ha detto il co-autore dello studio Benjamin Ungar. «Questo è particolarmente importante in quanto la nostra coorte include una popolazione di pazienti diversificata».

Analisi dei dati di pratica clinica reale
Lo studio retrospettivo osservazionale ha esaminato i dati di 89 bambini e adolescenti (56% femmine) di età fino a 18 anni, trattati per la dermatite atopica da moderata a grave presso il dipartimento di dermatologia della Icahn School of Medicine tra marzo 2017 e settembre 2021.

I pazienti avevano un’età media di insorgenza della malattia di 4,1 anni e una durata media dei sintomi di 9,3 anni, erano per il 47% europei americani, per il 18% ispanici/latinoamericani, per il 16% asiatici americani, per il 16% afroamericani e per il 2% di due o più razze.

Al basale il punteggio medio dell’area della superficie corporea coinvolta (BSA) era 49,1, quello dell’Investigator’s Global Assessment (IGA) era 37 e quello dell’Eczema Area and Severity Index (EASI) era 3,4.

Tutti i soggetti stavano ricevendo corticosteroidi topici al basale e il 44,9% era stato trattato con un immunosoppressore sistemico come prednisone, ciclosporina o metotrexato. Inoltre il 74,2% presentava una o più comorbidità atopiche al basale, il 57,3% delle quali era rinite allergica e/o congiuntivite, il 50,6% allergie alimentari e il 33,7% asma.

Sicurezza ed efficacia nei pazienti pediatrici confermate nei dati di real life
I pazienti erano stati trattati con dupilumab alla dosi di 300 mg ogni 2 settimane (61,8%), 200 mg ogni 2 settimane (28,1%) o 300 mg ogni 4 settimane (5,6%). L’età media all’inizio del trattamento era di 12,6 anni e la durata media era di 1,3 anni, con 73 pazienti che avevano ricevuto dupilumab per 3 mesi o più.

Tra le settimane 12 e 24, quei 73 pazienti hanno registrato diminuzioni medie del 63,1% nella BSA, del 39,6% nell’IGA e del 59,6% nell’EASI rispetto al basale (P<0,001 per tutti). I 47 pazienti che hanno ricevuto il trattamento tra le settimane 36 e 48 hanno registrato diminuzioni medie dell’81,9% nella BSA, del 60,8% nell’IGA e del 77% nell’EASI rispetto al basale (P<0,001 per tutti).

Secondo i ricercatori, un trattamento più prolungato è stato associato a miglioramenti clinici più significativi. I 23 pazienti trattati per almeno 1 anno hanno ottenuto riduzioni medie dell’89,1% nella BSA, del 72,5% nell’IGA e del 89,1% nell’EASI rispetto al basale (P<0,001 per tutti). Tutti questi soggetti hanno inoltre ottenuto un miglioramento del 75% nei punteggi EASI e il 60,8% un miglioramento del 90%, oltre che un punteggio di 0/1 (pelle libera o quasi libera da lesioni) nell’IGA.

«Nel complesso questi risultati non ci hanno sorpreso più di tanto, in quanto sono in linea con la nostra esperienza clinica e con altri studi, ma sono significativi e forniscono un ulteriore supporto all’uso di dupilumab nei pazienti pediatrici come approccio terapeutico sicuro ed efficace» ha affermato Ungar.

Il 67% dei pazienti con asma, il 45,5% con allergia alimentare e il 17,6% con rinite allergica hanno riscontrato miglioramenti in queste condizioni anche dopo un minimo di 3 mesi di assunzione di dupilumab.

I miglioramenti clinici di BSA, IGA ed EASI non hanno mostrato associazioni significative con dati demografici inclusi età, sesso o razza/etnia, né vi erano associazioni significative tra questi fattori e l’incidenza di eventi avversi.

Molti pazienti hanno sospeso gli altri trattamenti
Tutti i 39 pazienti che usavano immunosoppressori sistemici li hanno sospesi per via dell’assenza di miglioramenti soddisfacenti o per l’efficace controllo dei sintomi ottenuto con dupilumab. Inoltre il 30,3% ha smesso di usare corticosteroidi topici perché non più necessari con dupilumab e agenti risparmiatori di corticosteroidi, il 32,5% è stato in grado di interrompere la terapia con inibitori topici della calcineurina e il 15,7% ha smesso di utilizzare crisaborolo.

Solo il 13,5% dei pazienti ha manifestato eventi avversi, tra cui congiuntivite (5,6%) e dolore articolare (2,2%). Non ci sono stati eventi avversi pericolosi per la vita come anafilassi o reazioni allergiche.

In sostanza dupilumab si è dimostrato efficace e ben tollerato nel trattamento della dermatite atopica, indipendentemente dai dati demografici o dalle comorbidità atopiche. «I medici possono utilizzare questi risultati per trattare i pazienti pediatrici con dermatite atopica da moderata a grave con la certezza che dupilumab è sicuro ed efficace» ha affermato Ungar. «Alcuni potrebbero esitare a utilizzare un trattamento sistemico, ma si spera questi risultati li rassicurino sull’appropriatezza di questa terapia».

Bibliografia

Pagan AD et al. Dupilumab improves clinical scores in children and adolescents with moderate-to-severe atopic dermatitis: A real-world, single-center study. J Allergy Clin Immunol Pract. 2022 Jun 23;S2213-2198(22)00635-3.

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