Incendio a Malagrotta: l’incubo della nube tossica


Interessato dal rogo di Malagrotta anche il Tmb2 che tratta 900 tonnellate di rifiuti al giorno. Asili nido chiusi, si attendono i risultati del monitoraggio dell’aria

malagrotta

Un incendio partito nel pomeriggio di ieri dal capannone del gassificatore, che poi però si è allargato andando a interessare anche uno dei due impianti Tmb di Malagrotta (il Tmb2, il più grande), che tratta 900 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno.

È successo a Roma, come riferisce la Dire (www.dire.it): sul posto al lavoro le squadre dei Vigili del Fuoco, in totale dieci, nel tentativo di domare il rogo: le previsioni sono di un giorno di tempo per spegnere le fiamme.

Il rogo è divampato poco dopo le 17.30: prima, dunque, ha preso fuoco il gassificatore, spento dal 2011 ma divenuto nel tempo un luogo di stoccaggio del Cdr (il combustibile derivato dai rifiuti prodotto dai tmb e bruciato negli inceneritori). Poi le fiamme si sono propagate arrivando ad interessare anche il Tmb più grande di Malagrotta. L’altro, più piccolo, ne tratta 600.

E ora per Roma si riapre prepotentemente lo spettro dell’emergenza rifiuti: con il più grande tmb di Roma fuori uso (e quello di Ama a Rocca Cencia può trattare al massimo 500 tonnellate al giorno di indifferenziato), infatti, bisognerà capire come gestire gli oltre 2.500 tonnellate di rifiuto talquale prodotte ogni giorno nella Capitale. Emergenza rifiuti, ma anche pericolo per la salute per le sostanze tossiche sprigionate nell’aria: il Comune ha raccomandato di tenere chiuse le finestre a chi abita nel raggio di un chilometro e si sta valutando se chiudere asili e scuole materne nel raggio di sei chilometri.

Intanto “in seguito al grave incendio divampato alla discarica di Malagrotta per cause ancora da accertare la sede del Consiglio regionale del Lazio in via della Pisana 1301 rimarrà chiusa nella giornata di oggi 16 giugno”. Così Marco Vincenzi, Presidente del Consiglio regionale del Lazio.

VIGILI FUOCO: CAUSE ROGO? ORA DOMARE INCENDIO

Le ipotesi sulle cause dell’incendio “al momento sono tutte possibili. Non è questo il momento di pensare alle cause, ora bisogna avere ragione dell’incendio“. Lo ha detto il portavoce dei vigili del Fuoco, Luca Cari, all’ingresso del complesso impiantistico di Malagrotta dove sono andati in fiamme il gassificatore e il Tmb 2.

“L’area interessata dall’incendio è molto vasta ed è notevole il materiale combustibile presente – ha aggiunto -. L’Arpa sta monitorando la nube, qualunque fumo prodotto da una combustione non è da respirare. Le norme da seguire sono quelle solite, chiudere porte e finestre”.

ARPA LAZIO: ENTRO 48 ORE RISULTATI QUALITÀ ARIA

“A seguito dell’incendio divampato negli impianti di Malagrotta e la successiva nube di fumo che si è sviluppata l’Arpa Lazio si è recata immediatamente nell’area colpita e ha installato dei campionatori che serviranno a verificare eventuali effetti sulla qualità dell’aria. Nelle prossime 24/48 ore si avranno i primi riscontri a partire dalle centraline fisse. Nel frattempo si consiglia ai cittadini residenti nell’area di 1 km di tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni”. Lo comunica in una nota Marco Lupo, direttore generale di Arpa Lazio.