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Guerra totale il 9 maggio: la Russia prova a smentire

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L’ombra della guerra totale scatenata da Mosca: il portavoce del Cremlino, Peskov, per ora ha smentito le voci su una possibile “mobilitazione generale” per il 9 maggio

Sarebbe una “sciocchezza” l’ipotesi che la Russia dichiari una “mobilitazione generale” contro l’Ucraina il prossimo 9 maggio, in occasione del giorno in cui si celebra la vittoria sulle forze naziste, passando quindi ufficialmente a una guerra e abbandonando la dicitura usata finora di “operazione militare speciale”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

SI PREPARA UNA PARATA MILITARE A MARIUPOL?

La voce rispetto a questa possibile decisione russa circola da giorni sui media occidentali. Fonti dell’intelligence ucraina, rilanciate anche dai media di Mosca, hanno detto inoltre che sempre per il 9 maggio la Russia sta preparando una parata militare a Mariupol. Stando a quanto riportato dal quotidiano Ukrainska Pravda, secondo i servizi di sicurezza ucraini il porto sud-orientale sarebbe stato già visitato in questo senso dal vice capo del Gabinetto presidenziale, Sergei Kiriyenko, dall’attuale capo dell’autoproclamata repubblica separatista filo russa di Donetsk Denis Pushylin e anche dal giornalista Volodymyr Solovyov, noto per la sua presunta vicinanza col presidente Vladimir Putin.

“MARIUPOL SOTTO IL CONTRO RUSSO, SOLDATI UCRAINI TRATTATI DIGNITOSAMENTE”

La situazione a Mariupol è stata al centro anche di un intervento del ministro della Difesa Sergei Shoigu. Secondo il dirigente le forze armate russe starebbero cercando di convincere i soldati ucraini bloccati dentro e nei pressi dell’acciaieria Azovstal della città da settimane ad arrendersi ma senza successo, almeno finora. Il ministro ha aggiunto che il perimetro di Azovstal sarebbe stato “sigillato in modo sicuro” dalle unità di Mosca, che nelle loro richieste si starebbero attenendo alle “norme del diritto internazionale” rispetto al “risparmio della vita e un trattamento dignitoso” per chi si dovesse arrendere. Il titolare della Difesa russa ha detto che Mariupol, snodo portuale centrale nel sud-est dell’Ucraina, “è sotto il controllo dell’esercito russo”.

I PRIMI 127 CIVILI ARRIVATI IERI A ZAPORIZHZHIA

Le parole del ministro arrivano il giorno dopo che i primi 127 civili che si trovavano nella struttura sono stati trasferiti a Zaporizhzhia, 230 chilometri più a nord-ovest, nell’ambito di un corridoio umanitario concordato fra le parti e coordinato da Nazioni Unite e Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc).

Ascoltate dall’emittente Al Jazeera alcune delle persone portate a Zaporizhzhia da Azovstal, come spiega la Dire (www.dire.it), hanno detto di essere “rimaste bloccate per due mesi nel seminterrato” dell’edificio e di essere stati “schedati” dai soldati russi, che gli avrebbero anche “controllato i documenti e il cellulare”.

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