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Nintedinab efficace per la SSc-ILD anche con tosse o dispnea

Dimostrata la capacità di cudetaxestat, inibitore dose-dipendente dell'enzima autotaxina, di ridurre in modo statisticamente significativo il processo di fibrosi polmonare

Interstiziopatia polmonare associata a sclerosi sistemica (SSc-ILD): buoni risultati con nintedanib indipendentemente da presenza tosse e dispnea iniziali

Il trattamento con nintedanib è stato in grado di ridurre in modo numericamente più pronunciato  il tasso di declino della FVC nei pazienti con interstiziopatia polmonare associata a sclerosi sistemica (SSc-ILD) nei pazienti che non presentavano all’inizio del trattamento dispnea o tosse, stando ai risultati di un’analisi post-hoc dello studio registrativo SENSCIS, recentemente pubblicata sulla rivista Rheumatology.

Al contempo, però, la nuova analisi post-hoc non  ha documentato l’esistenza di una eterogeneità significativa tra i sottogruppi di pazienti considerati (presenza/assenza di dispnea o tosse al basale), a suggerire che, comunque, l’effetto del nintedanib sul declino di FVC è sostanzialmente simile, indipendentemente dalla presenza di tosse o dispnea.

I presupposti e gli obiettivi dell’analisi
La dispnea e la tosse sono frequentemente presenti nei pazienti con SSc-ILD ed esercitano un impatto negativo sulla qualità della vita di questi pazienti.

La tosse, nei pazienti con SSc-ILD potrebbe essere dovuta alla patologia stessa in questione oppure a malattia da reflusso gastroesofageo, ad altre comorbilità o all’impiego di alcuni farmaci.

In modo analogo la dispnea, oltre che dovuta alla patologia stessa, potrebbe dipendere dalla presenza di alcune comorbilità associate alla SSc-ILD come l’ipertensione polmonare o quelle da coinvolgimento cardiaco.

La severità e il timing di insorgenza di tosse e dispnea in questi pazienti sono soggette a variabilità. Molti pazienti non riportano sintomi anche quando la ILD è evidente alla Tac a risoluzione elevata e la loro funzione polmonare è alterata. Ciò potrebbe essere dovuto in parte alla riduzione delle attività da sforzo di questi pazienti, o a limitazioni nei questionari utilizzati per valutare la sintomatologia respiratoria.

Il trial SENSCIS aveva reclutato pazienti con e senza sintomi respiratori, in contrasto agli “Scleroderma Lung Studies I e 2” che avevano incluso solo pazienti con sintomatologia respiratoria.

Nello studio SENSCIS, la “velocità” del declino della FVC (ml/anno) nel corso di 52 settimane si era ridotta del 44% nei pazienti randomizzati a nintedanib rispetto al gruppo placebo.

Il farmaco, inoltre, era stato in grado di ridurre il rischio di un declino assoluto della FVC pari o superiore al 10% del valore predetto, come pure di ridurre la mortalità ad un anno.
Pur in presenza di alcune evidenze a favore dell’esistenza di un’associazione tra la presenza di tosse e dispnea e la progressione di ILD, fino ad oggi non era mai stata approfondita la relazione tra tosse e dispnea e decorso della SSc-ILD.

Di qui l’analisi post-hoc dei dati dello studio SENSCIS, che si è proposta di valutare il tasso di declino della FVC e l’effetto del farmaco sul tasso di declino di FVC nei pazienti con o senza tosse e dispnea al basale.

Disegno dello studio e risultati principali
I sottogruppi di pazienti del trial con o senza dispnea al basale sono stati ottenuti in base alle risposte al St. George’s Respiratory Questionnaire. Al basale, 114 pazienti su 575 (19,8%) non avevano tosse mentre 172 pazienti su 574 (30%) non avevano dispnea.

Dall’analisi dei dati è emerso, nel gruppo placebo, che il tasso di declino della FVC ad un anno era simile nei pazienti con e senza tosse (−95,6 e −83,4 mL/anno, rispettivamente) o dispnea (−95,8 e −87,7 mL/anno, rispettivamente).

L’effetto di nintendanib vs. placebo nel ridurre il tasso di declino della FVC è risultato numericamente più pronunciato nei pazienti senza tosse rispetto a quelli con tosse  [differenza: 74,4 (IC95% =−11,1, 159,8) vs 31,5 (−11,1, 74,1)] e nei pazienti senza rispetto a quelli con dispnea [79,8 (9,8; 149,7) vs 25,7 (−19,9, 71,3)], anche se i valori di p di interazione non hanno indicato la presenza di eterogeneità dell’effetto del trattamento tra questi sottogruppi (p = 0,38 e P = 0,20, rispettivamente).

Interpretazione dei risultati
Nel complesso, i risultati di questa analisi post-hoc dei dati dello studio SENSCIS hanno dimostrato che:
– Il tasso di declino della FVC è simile, indipendentemente dalla presenza di tosse e dispnea
– L’effetto del nintedanib sul declino della FVC è simile, indipendentemente dalla presenza dei due sintomi sopra indicati

Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ammesso alcuni limiti metodologici intrinseci del loro lavoro – valore “esplorativo” dei p di interazione, mancato aggiustamento dei dati per la presenza di comorbilità e per l’impiego di altri farmaci, valutazione della presenza di tosse e dispnea iniziali in base solo alle risposte ottenute al questionario SGRQ (non validato per farlo nei pazienti con ILD).

Ciò detto, i dati ottenuti in questa analisi post-hoc suggeriscono che la presenza di tosse e dispnea non dovrebbe essere utilizzati per decidere quali pazienti con SSc-ILD avviare a trattamento con nintedanib.

A questo punto è auspicabile che vengano condotti ulteriori studi per comprendere meglio i meccanismi sottostanti e il valore prognostico dei due sintomi sopra indicati nei pazienti affetti da SSc-ILD.

Bibliografia
Volkmann ER et al. Dyspnoea and cough in patients with systemic sclerosis–associated interstitial lung disease in the SENSCIS trial. Rheumatology 2022; keac091
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