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Guerra in Ucraina: Papa Francesco chiede la tregua di Pasqua

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Papa Francesco torna a parlare della guerra in Ucraina durante l’Angelus per la Domenica delle Palme e chiede una tregua. La Nato pensa a un esercito permanente ai confini

Nella Domenica delle Palme, Papa Francesco torna a parlare della guerra in Ucraina e invoca una tregua pasquale. “Nella follia della guerra Gesù Cristo viene crocifisso ancora una volta – ha detto il Pontefice a piazza San Pietro durante l’Angelus –. Si depongano le armi, si inizi una tregua pasquale. Ma non una tregua che serva a ricaricare le armi, bensì una tregua per giungere alla pace attraverso dei negoziati veri. Bisogna essere disposti a fare dei sacrifici per il bene comune”.

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STOLTENBERG (NATO): “PENSIAMO A ESERCITO PERMANENTE AI CONFINI”

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha dichiarato al quotidiano inglese ‘Telegraph’ che l’Alleanza atlantica sta lavorando a dei piani per schierare un esercito permanente ai suoi confini. L’obiettivo sarebbe quello di scongiurare eventuali nuove aggressioni da parte della Russia. “Siamo nel mezzo di una trasformazione fondamentale – ha spiegato Stoltenberg – che avrà conseguenze a lungo termine a causa delle azioni del presidente russo Putin”. Il segretario ha chiesto dunque al comando militare della Nato di elaborare opzioni per evitare una aggressione a Stati membri quali Estonia e Lettonia, che confinano con la Russia.

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ZELENSKY: “SERVE EMBARGO TOTALE SU PETROLIO RUSSO”

In un video diffuso sui propri canali social, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky sottolinea che il suo Paese “non ha tempo per attendere e bisogna agire immediatamente per la pace”. Anche perché, secondo lui, “l’obiettivo di Putin non è l’Ucraina ma l’intera Europa“. Un primo passo verso la soluzione del conflitto, per il capo dello Stato ucraino, può essere l’embargo del petrolio russo. “Ma deve valere per tutte le democrazie, solo così Mosca ne sentirà le conseguenze e si potrà cercare la pace fermando questa violenza insensata”.

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KULEBA: “BUCHA È RISULTATO DI ANNI DI ODIO DA MOSCA”

Il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, su Twitter è tornato a parlare dell’orrore di Bucha, in cui sono stati trovati centinaia di cadaveri: “Non è successo in un giorno. Per molti anni, le elite politiche e la propaganda russe hanno incitato all’odio, alla disumanità degli ucraini, alla superiorità russa, e hanno creato terreno fertile per queste atrocità. Incoraggio gli studiosi di tutto il mondo a ricercare cosa ha portato a Bucha”.

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