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Asma: nuovo studio rivaluta lebrikizumab

Asma: una analisi post-hoc degli studi registrativi LAVOLTA I e II rivaluta l'uso di lebrikizumab nei pazienti con una storia di riacutizzazioni di malattia

Asma: una analisi post-hoc degli studi registrativi LAVOLTA I e II rivaluta l’uso di lebrikizumab nei pazienti con una storia di riacutizzazioni di malattia

I pazienti asmatici con una storia di riacutizzazioni di malattia nel corso dell’anno precedente e con titolo elevato di biomarcatori di infiammazione di tipo 2 (T2), in trattamento con l’anticorpo monoclonale lebrikizumab, vanno incontro ad una riduzione significativa degli episodi di esacerbazione.

Lo dimostrano i risultati di una analisi post-hoc degli studi registrativi LAVOLTA I e II, presentata nel corso del Congresso annuale dell’American Association of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI2022), tenutosi la scorsa settimane a Phoenix, Arizona (Usa).

Informazioni su lebrikizumab
Lebrikizumab è un nuovo anticorpo monoclonale umanizzato che blocca in maniera mirata l’azione dell’interleukina-13 (IL-13), una citochina che svolge un’azione chiave nei processi infiammatori delle vie aeree e nella fisiopatologia dell’asma in alcuni soggetti. Sono in corso studi clinici nell’asma, nella broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), nella dermatite atopica (DA) e nella fibrosi polmonare idiopatica (IPF).

L’interleuchina 13 (IL-13), che rappresenta il target di questo anticorpo monoclonale, è una citochina coinvolta nella fisiopatologia dell’asma di tipo 2 (in cui le cellule T CD4 positive producono citochine IL -4, -5, -6, -9 e -13 che mediano le reazioni allergiche). La citochina in questione riduce l’iperreattività, la produzione di muco e il rimodellamento.

Informazioni sugli studi LAVOLTA 1 e 2 e obiettivi dell’analisi post-hoc
I due trial in questione avevano reclutato pazienti con asma di grado moderato-severo indipendentemente dalla loro storia di riacutizzazioni asmatici, concentrazioni iniziali di eosinofili o livelli di FeNO, randomizzandoli a due posologie di trattamento con l’anticorpo monoclonale: lebrikizumab 125 mg a cadenza mensile o lebrikizumab 37,5 mg a cadenza mensile.

L’endpoint primario dello studio era dato dal rapporto tra i tassi aggiustati di riacutizzazione di malattia (AERR) in pazienti con titolo elevato di biomarcatori di infiammazione di tipo 2 (T2) – livelli periostina pari almeno a 50 ng/ml o conta eosinofili pari ad almeno 300 cellule/µL.

I risultati di ambo i trial, però, avevano deluso, non riuscendo a dimostrare un effetto significativo sia in termini di AERR che di dose-risposta.

L’obiettivo di questa analisi post-hoc dei due studi è stato allora quello di determinare l’effetto del trattamento, vs. placebo, su AERR in sottopopolazioni specifiche di pazienti con almeno un evento di riacutizzazione osservato nei 12 mesi precedenti l’inizio dei trial.

Questi pazienti sono stati raggruppati e analizzati in base ai livelli al basale dei FeNO (≤25 ppb, ≥25 to <50 ppb, or ≥50 ppb) e all’eosinofilia ( <150 cellule/µL, ≥150 to <300 cellule/µL, or ≥300 cellule/µL).

I risultati
L’analisi ha mostrato la capacità di lebrikizumab di ridurre AERR vs. placebo nei due trial LAVOLTA nel modo seguente:
– FeNO ≤25 ppb (LEB 125 mg: 0,79; IC95%=0,62- 1,01; LEB 37,5 mg: 0,75; IC95%= 0,58-0,96);
– FeNO ≥25 to <50 ppb (LEB 125 mg: 0,83; IC95%=0,63-1,07; LEB 37,5 mg: 0,70; IC95%=0,53-0.92);
– FeNO ≥50 ppb (LEB 125 mg: 0,55; IC95%=0,41-0,72; LEB 37,5 mg: 0,53; IC95%= 0,40-0,69);
– eos <150 cellule/µL (LEB 125 mg: 0,94; IC95%= 0,68 -1,29; LEB 37,5 mg: 0,57; IC95%= 0,40-0,82);
– eos ≥150 to <300 cellule/µL (LEB 125 mg: 0,75; IC95%=0,56-0,99); LEB 37,5 mg: 0,76; IC95%=0,57-1,02);
– eos ≥300 cellule/µL (LEB 125 mg: 0,62; IC95%=0,50-0,76; LEB 37,5 mg: 0,59; IC95%= 0,48-0,73)

Riassumendo
In conclusione, l’analisi in pool dei dati degli studi LAVOLTA ha dimostrato che i pazienti con storia pregressa di riacutizzazioni asmatiche nel corso dell’anno precedente l’inizio dei trial e con livelli elevati dei biomarcatori T2 di infiammazione vanno incontro ad un numero significativamente più basso di riacutizzazioni di malattia.

A questo punto sono necessari studi che si focalizzino sul target ottimale di lebrikizumab nei pazienti con infiammazione T2, suscettibili ad un maggior rischio di andare incontro a riacutizzazioni di malattia.

Bibliografia
Sher E et al. Post-hoc analysis of lebrikizumab phase 3 trials (LAVOLTA  I and II): enhanced efficacy in patients  with prior exacerbations and elevated baseline FENO or blood eosinophilia. Presented at: American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI) 2022 Annual Meeting; February 25–28, 2022; Phoenix, AZ. Abstract 191. 

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