In Francia si allarga il fronte dei favorevoli all’etichetta NutriScore


In Francia 813 medici, nutrizionisti, professionisti della sanità e scienziati hanno firmato a favore dell’etichetta a semaforo NutriScore

L'etichetta Nutriscore da novembre anche in Germania: sarà adottata sul mercato tedesco, su base volontaria, in attesa di una decisione UE

Rispondendo splicitamente ad un appello lanciato dal prestigioso quotidiano parigino “Le Monde”, 813 medici, nutrizionisti, professionisti della sanità e scienziati francesi hanno firmato a favore dell’etichetta a semaforo NutriScore. L’appello sostanzialmente chiedeva una valutazione sullo strumento che l’industria dei formaggi e dei salumi considera ‘penalizzate’.

È da dire che sono ben oltre 500 le aziende alimentari che in Francia hanno già volontariamente adottato l’etichetta NutriScore e che questa si è diffusa rapidamente in Belgio, Spagna, Germania, Lussemburgo, Svizzera e Paesi Bassi. Come è noto l’Europa dovrebbe prendere entro il 2022 una decisione sull’adozione definitiva di una etichetta nutrizionale e questo sistema è chiaramente il preferito a livello UE mentre è fortemente contrastato in Italia.

Le motivazioni espresse dalle associazioni del mondo agricolo, e recepite da alcune forze politiche, trovano risposta nel documento sottoscritto dagli scienziati francesi. Si sottolinea infatti che il ‘semaforo’ non fa altro rendere visivamente immediato quanto è già scritto nella tabella nutrizionale: se un alimento è etichettato in arancione o rosso non significa che non bisogna mangiarlo, ma che deve essere consumato nell’ambito di una dieta equilibrata, in piccole quantità e non troppo di frequente.

In Francia e in Italia, ci sono produttori che si appellano al valore della tradizione e della territorialità dei prodotti certificati Dop o Igp: denominazioni che attestano però come questi alimenti provengano da una determinata area geografica o secondo precisi disciplinari di produzione. Altro è la loro composizione e ‘qualità nutrizionale’: per quanto prelibato, non c’è nutrizionista che possa consigliare un consumo frequente del ‘lardo di Colonnta’.

Il NutriScore poi compara tra loro prodotti omogenei: la valutazione espressa sullo yogurt, per fare un esempio, non ha nulla a che vedere quella espressa su di un salume, visto quanto diverso è il consumo che si fa di questi prodotti diversi. Se poi a guadagnarne è la salute, dicono gli scienziati francesi, meglio adottare un sistema visivo immediatamente comprensibile per i consumatori.