A Monzuno c’è il Presepe dei sassi dell’Appennino


A Monzuno il presepe fatto con 300 sassi dell’Appennino: le 300 pietre sono state raccolte nei torrenti Setta e Sambro

A Monzuno torna il Presepe dei sassi dell'Appennino

Torna, per il secondo anno, il “Presepe dei sassi”: una raffigurazione della natività ‘made in Appennino’ ad opera di Duilio Camarlinghi, volontario del Comune di Monzuno, che lo ha allestito nella sala dell’ex scuola elementare in via Val di Sambro 8 a Rioveggio. E ora sarà visitabile fino al 9 gennaio (dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 16.30).

Nelle 300 pietre, raccolte nei torrenti Setta e Sambro, ma con regolare autorizzazione, è raffigurato tutto il territorio: persone, strutture, animali e vegetazione. Un lavoro certosino iniziato a fine giugno: infatti, una volta selezionate le pietre, Camarlinghi, ha iniziato la pittura con la tecnica dell’acrilico e ha disegnato i figuranti. Al fianco della Sacra Famiglia ci sono, tra gli altri, il sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini, l’assessore comunale alla cultura, Ermanno Manlio Pavesi, lo stesso Camarlinghi e il sacerdote del paese.

Come spiega la Dire (www.dire.it) c’è l’omaggio a Giorgio Celli che, nel presepe, è attorniato dagli animali dell’Oasi felina di Pianoro recentemente colpita da un incendio che ha devastato la struttura. Non mancano gli animali che popolano l’Appennino e con essi la vegetazione. Per la loro realizzazione Duilio Camarlinghi ha studiato il territorio per non lasciare nulla al caso, compresa la presenza delle nove chiese presenti nel Comune di Monzuno idealmente delimitate dai Santuari di San Luca e di Boccadirio.

“È stato un lungo lavoro di ricerca dei sassi adeguati allo scopo e di studio del territorio e dei suoi personaggi più rappresentativi”, racconta Camarlinghi. “Tutta la comunità di Monzuno è grata a Duilio Camarlinghi per il lavoro che ha fatto che è un capolavoro unico nel suo genere”, commenta il sindaco Pasquini.