Bpco: nuovi dati confermano efficacia triplice terapia


Bpco: nuovi dati scientifici suffragano l’impiego della terapia triplice FF/UMEC/VI mediante device unico

Bpco stabilizzata e deficit di ferro: somministrazione endovena migliora la capacità di muoversi e migliora la qualità di vita

A distanza di più di tre anni dalla pubblicazione dei risultati  dello studio IMPACT (InforMing PAthway of COPD Treatment), che  ha  dimostrato  la  superiore  efficacia  e  la sicurezza  della   triplice terapia FF/UMEC/VI (fluticasone furoato/umeclidinio/vilanterolo) in formulazione precostituita e somministrata  mediante  singolo  erogatore  brevettato (Ellipta) in pazienti con Bpco (v. box 1), sono stati presentati, nel corso del congresso annuale ERS i risultati di una sottoanalisi di questo studio, dai quali risulta evidente l’esistenza di una correlazione tra il punteggio riportato al questionario SGRQ (St. George’s Respiratory Questionnaire) e il punteggio CAT (The Chronic Obstructive Pulmonary Disease (COPD) Assessment Test), due misure validate dello stato di salute dei pazienti comunemente impiegate nella Bpco (1).

Inoltre, un’ analisi retrospettiva, sui dati real world di 7153 pazienti, ha dimostrato che i pazienti che utilizzano le triplici terapie chiuse (SITT) hanno una maggiore aderenza al trattamento (Proportion of Days Covered, PDC = giorni in cui il trattamento è stato assunto correttamente) rispetto alle triplici terapie aperte (MITT) (2).

Ecco, di seguito, una sintesi dei risultati principali emersi da questi studi.

Analisi post-hoc studio IMPACT: relazione tra punteggi SGRQ e CAT
Obiettivi e disegno dell’analisi post-hoc
La relazione tra i punteggi CAT e SGRQ era già stata precedentemente esplorata in un’analisi dei dati provenienti da tre trial clinici randomizzati. Lo scopo di questa analisi post-hoc dei dati dello studio IMPACT è stato quello di confermare l’esistenza di questa relazione e di sviluppare un modello di predizione delle variazioni del punteggio SGRQ sulla base del punteggio CAT e di altri fattori legati ai pazienti.

L’obiettivo primario dello studio IMPACT (10.335 pazienti), un trial di fase III multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, condotto per gruppi paralleli, era quello di valutare l’effetto di una terapia triplice precostituita e veicolata mediante inalatore singolo (100 µg fluticasone furoato [FF], 5 µg umeclidinio [UMEC], e 25 µg vilanterol [VI]) sul tasso di riacutizzazioni moderate-severe di Bpco fino ad un anno, rispetto alle terapie duplici FF/VI 100 µg/25 µg e UMEC/VI 62.5 µg/25 µg in pazienti ≥40 years con Bpco sintomatica (CAT score ≥10).

I dati dei pazienti di questo studio sono stati utilizzati in questa analisi post-hoc per confermare la relazione precedentemente osservata tra i punteggi CAT e SGRQ.
Inoltre, su un campione random che ha preso in considerazione il 50% dei dati disponibili per lo studio, è stato implementato un modello di predizione delle variazioni del punteggio SGRQ sulla base del punteggio CAT e di altri fattori legati ai pazienti (età, sesso, residenza e storia di riacutizzazioni precedenti). Questo è stato utilizzato sul rimanente 50% dei pazienti dello studio per validarne la predittività.

Risultati principali
Considerando i dati in pool dei tre bracci di trattamento del trial (FF/UMEC/VI, FF/VI, e UMEC/VI), il valore del coefficiente di correlazione (r), calcolato mettendo a confronto i punteggi SGRQ e i punteggi CAT al basale, è stato pari a 0,7.

I valori del coefficiente r (considerando la correlazione tra singoli pazienti) oscillavano nel range 0,74-0,75 (a seconda del trattamento) per i punteggi durante la terapia (fig.1).

L’analisi della covariate ha identificato nell’età (p=0,0003), nel luogo di residenza (p<0,0001), nel punteggio CAT al basale (p<0,0001), e in una storia pregressa di riacutizzazioni di grado  moderato/severo (p<0,0001) quei fattori aventi un impatto significativo sulla relazione tra il punteggio CAT e quello SGRQ.

La forza di questa rellazione è risultata attenuata per le variazioni longitudinali rispetto al basale (es: variazioni intra-paziente) (r=0,52 per ciascun trattamento) (fig.2)

Utilizzando il modello implementato sul rimanente 50% dei pazienti del campione dello studio per sondare la predittività del punteggio SGRQ in base al punteggio CAT, è emersa l’esistenza di una correlazione moderata a livello di popolazione, a fronte di una variabilità elevata a livello di singolo paziente considerato (fig.3).

Riassumendo
L’analisi post-hoc ha documentato l’esistenza di una relazione tra i punteggi SGRQ e CAT quando si guarda ai trend dei dati al basale. A livello individuale, invece, è emersa una variazione elevata tra i valori predittivi a livello di singolo paziente.

L’esistenza di una correlazione moderata tra le variazioni predette e osservate di SGRQ potrebbe essere parzialmente dovuta a queste differenze inter- e intra-pazienti delle associazioni di SGRQ e CAT.

Da ultimo, la predittività dei punteggi SGRQ in base a quelli CAT sembra essere più affidabile a livello complessivo di popolazione, piuttiosto che a livello di singolo paziente.
A questo punto, sono necessari studi ulteriori per identificare i fattori che contribuiscono alla variabilità a livello di singolo paziente nella risposta ai due questionari summenzionati.

Secondo studio: Aderenza alla terapia triplice migliore con device unico (SITT) 
Obiettivi e disegno dello studio
E’ noto come l’aderenza e la persistenza alla terapia triplice erogata tramite più inalatori (MITT) sia scarsa per i problemi pratici legati all’impiego di più device, magari anche diversi tra loro. La terapia con singolo inalatore (SITT), invece, riduce la complessità del trattamento e, per questo motivo, potrebbe migliorare sia l’aderenza che la persistenza riducendo, da un lato, i casi di abbandono della terapia e, dall’altro, migliorando la qualità della vita di questi pazienti.

La ridotta disponibilità di dati sui benefici della SITT vs. MITT e la mancanza di dati real world relativi a questo aspetto ha sollecitato la messa a punto di questo nuovo studio  che si è proposto i tre obiettivi seguenti:
– Obiettivo primario: Mettere a confronto l’aderenza al trattamento (valutata mediante PDC≥ 0,8) tra i pazienti in trattamento con SITT e MITT (NdR – PDC (Proportion of Days Covered) = giorni in cui il trattamento è stato assunto correttamente)
– Obiettivo secondario: Valutare la persistenza al trattamento tra i pazienti in terapia triplice con SITT vs. MITT
– Analisi esplorativa: Valutare l’aderenza al trattamento prima e dopo lo switch da MITT a SITT

Questa analisi retrospettiva ha attinto ai dati di 7153 pazienti britannici, ottenuti dai due database britannici CPD Aurum ed HES APC, indicizzati sulla base della prima prescrizione di SITT o MITT a cavallo tra la fine del 2017 e il primo semestre del 2019.

Tra i criteri d’inclusione vi erano:
– un’età ≥35 anni
– una diagnosi di Bpco
– un rapporto FEV1/FVC <0,7.

E’ stato impiegato un metodo di valutazione pesata dei dati sulla base di 15 caratteristiche dei pazienti al basale.

E’ stata misurata l’aderenza in base al PDC calcolato sulle somministrazioni giornaliere della terapia triplice FF/UMEC/VI mediante SITT o MITT e sono state determinate le proporzioni di pazienti aderenti alla terapia  (PDC≥0,80).

E’ stata calcolata la persistenza al trattamento sulla base dell’intervallo temporale definito dall’inizio del trattamento alla data indice di sospensione della terapia.

Risultati principali
Dall’analisi dei dati è emerso che, rispetto ai pazienti trattati con la terapia triplice mediante MITT, i pazienti in SITT avevano una probabilità del 124% superiore di essere aderenti al trattamento (PDC≥ 80%) a 6 mesi, del 131% a 12 mesi e del 191% a 18 mesi (fig.4).

Non solo: i pazienti con SITT, rispetto a quelli MITT, avevano una probabilità del 110% superiore di rimanere in trattamento per almeno 6 mesi (fig.5).

Passando alla valutazione dell’aderenza al trattamento prima e dopo lo switch da SITT a MITT (NdR: analisi esplorativa condotta su pazienti con almeno 6 mesi di ricorso alla MITT e switch successivo a SITT per almeno 6 mesi), è emerso che, per i pazienti che effettuavano switch da MITT a SITT, si aveva un miglioramento dell’aderenza.
Inoltre, i pazienti con scarsa aderenza alla terapia con MITT (<0,5) erano quelli che traevano maggior beneficio dallo switch in termini di aderenza alla terapia (fig.6).

Riassumendo
In conclusione, l’analisi ha dimostrato che i pazienti che utilizzano le triplici terapie chiuse (SITT) hanno una maggiore aderenza al trattamento  rispetto alle triplici terapie aperte (MITT), differenza che continua ad essere significativa anche dopo 18 mesi dall’inizio della terapia; è stato inoltre osservato un miglioramento dell’aderenza terapeutica per i pazienti che sono passati dalla MITT alla SITT, specialmente nei pazienti con un’aderenza alla MITT al di sotto del 50%.

BIBLIOGRAFIA
1) Jones P et al. Predicting SGRQ score based on CAT score: post-hoc analysis of the IMPACT trial. ERS 2021; E-poster

2) Rothnie KJ et al. Are patients with COPD more adherent to single-inhaler compared with multiple-inhaler triple therapy in a real-world UK primary care treated population? ERS 2021; E-poster.