Ipercolesterolemia: accordo tra Novartis e NHS britannico


Novartis e NHS britannico siglano primo accordo al mondo sul rischio cardiovascolare per la gestione dell’ipercolesterolemia nei pazienti con ASCVD

Novartis e NHS britannico siglano primo accordo al mondo sul rischio cardiovascolare per la gestione dell'ipercolesterolemia nei pazienti con ASCVD

Novartis ha siglato una partnership con il NHS (National Health Service) britannico nell’ambito di una collaborazione d’avanguardia basata sull’approccio di population health, unico nel suo genere, per la gestione dell’ipercolesterolemia nei pazienti con ASCVD in tutta l’Inghilterra.

La collaborazione tra il NHS britannico e Novartis passa alla fase di implementazione in seguito alla raccomandazione positiva ricevuta dal  National Institute for Health and Care Excellence (NICE) per l’uso di inclisiran in primary care per il trattamento di pazienti adulti nell’indicazione autorizzata che presentano livelli persistentemente elevati di LDL-C (2,6 mmol/l o più, nonostante la terapia con statine alla dose massima tollerata con o senza ezetimibe) e una storia di eventi cardiovascolari.

“Questo approccio a una gestione population health è potenzialmente rivoluzionario, in quanto cerca di migliorare la salute di una nazione identificando in modo proattivo gli individui ‘a più alto rischio’, e di introdurre soluzioni efficaci che miglioreranno il loro futuro stato di salute. Ciò rappresenta un progresso significativo nella cura del paziente attraverso un’efficace gestione delle dislipidemie”, ha affermato Kausik Ray,, Professore di Public Health all’Imperial College London e cardiologo consulente onorario presso l’Imperial College NHS Trust. “Come medico, vedo molti pazienti in cui i livelli di colesterolo non sono sufficientemente controllati per il loro livello di rischio, spesso nonostante l’uso ottimale delle terapie disponibili, il che li espone a un aumentato rischio di infarto o ictus. Avere un accesso più rapido e più ampio a un farmaco come inclisiran, che offre sia un dosaggio di mantenimento due volte l’anno, sia la possibilità di essere utilizzato in primary care, dove viene curata la maggior parte dei pazienti, nonchè di garantire una riduzione sostenuta dei livelli di LDL-C,  è una tappa estremamente positiva nella cura del paziente.”

Novartis collaborerà con il NHS Accelerated Access Collaborative e l’Academic Health Science Network (con il supporto di NHS Digital) per aiutarli a identificare, trattare e monitorare in modo proattivo le persone con ASCVD eleggibili alla terapia, che hanno avuto un evento cardiovascolare, come infarto o ictus, e hanno il colesterolo alto nonostante il trattamento con statine alla dose massima tollerata.

“Le malattie cardiovascolari sono state a lungo la causa numero uno di mortalità e questo problema irrisolto richiede di re-immaginare il modo in cui ci occupiamo della salute del cuore”, ha affermato Vas Narasimhan, CEO di Novartis. “Questa collaborazione pionieristica con il NHS britannico ha le potenzialità per stimolare un cambiamento radicale nella salute cardiovascolare nel Regno Unito e conferma l’impegno di Novartis a lavorare con i sistemi sanitari di tutto il mondo per migliorare gli outcome dei pazienti, creando insieme nuove soluzioni di accesso per i farmaci innovativi.”

Con circa 7,6 milioni di persone in UK affette da malattie cardiache e circolatorie, che causano più di un quarto (27%) di tutti i decessi ogni anno, il NHS ha riconosciuto le malattie cardiovascolari come la più grande area in cui, singolarmente, è possibile salvare vite nei prossimi 10 anni3,4. Questa collaborazione vuole contribuire a raggiungere gli obiettivi del NHS Long Term Plan, che richiede un approccio proattivo per identificare e trattare i pazienti con condizioni ad alto rischio, per aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari6.

“Il colesterolo alto rappresenta una delle principali cause delle malattie cardiovascolari. È molto comune e può colpire chiunque, anche chi è giovane, magro, in forma e attivo. HEART UK è fortemente impegnata a sviluppare il proprio ruolo di primo piano nell’aiutare le persone a gestire efficacemente il colesterolo e per questo accogliamo calorosamente la collaborazione tra Novartis e il NHS per consentire a più persone di accedere a questo farmaco innovativo”, ha commentato Jules Payne, amministratore delegato di HEART UK, charity impegnata nell’ambito delle ipercolesterolemie.

La raccomandazione del NICE si è basata sui risultati del programma Novartis di sviluppo clinico ORION, inclusi gli studi di fase III ORION-9, ORION-10 e ORION-11, che hanno coinvolto oltre 3.600 pazienti e hanno valutato la sicurezza, l’efficacia e la tollerabilità di inclisiran nel ridurre i livelli di colesterolo LDL7,8,9.

Aspetti regolatori
Inclisiran è autorizzato in Europa per l’uso negli adulti con ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:
–        in combinazione con una statina o una statina con altre terapie ipolipemizzanti in pazienti che non sono in grado di raggiungere gli obiettivi di LDL-C con la dose massima tollerata di una statina o,
–        insieme o in combinazione con altre terapie ipolipemizzanti in pazienti intolleranti alle statine o per i quali una statina è controindicata.

I criteri stabiliti dal NICE sono per l’uso nei pazienti solo se:
• esiste una storia di uno dei seguenti eventi cardiovascolari:Sindrome coronarica acuta (come infarto miocardico o angina instabile che necessita di ricovero ospedaliero), procedure di rivascolarizzazione coronarica o di altra natura arteriosa, malattia coronarica, ictus ischemico o malattia arteriosa periferica, e
• le concentrazioni di colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C) sono costantemente pari o superiori a 2,6 mmol/l, nonostante la terapia ipolipemizzante massima tollerata (cioè con le statine nella dose massima tollerata con o senza ezetimibe).
Inclisiran
Inclisiran (KJX839) è il primo e unico siRNA (small-interfering – RNA) in grado di ridurre, interferendo con l’RNA messaggero7,8,9, i livelli di colesterolo a bassa densità (LDL-C).
Agisce in modo complementare alle statine alla dose massima tollerata e una dieta ipolipemizzante, prevenendo la produzione della proteina target nel fegato, aumentando l’assorbimento epatico di LDL-C ed eliminandolo dal flusso sanguigno. Inclisiran viene somministrato in una dose iniziale, di nuovo a 3 mesi e poi una volta ogni 6 mesi16. Nel corso di tre studi clinici, i pazienti che assumevano inclisiran hanno mantenuto una riduzione del LDL-C durante ogni intervallo di somministrazione di 6 mesi. Viene somministrato da un operatore sanitario sotto forma di iniezione sottocutanea. Negli studi di fase III, inclisiran è stato ben tollerato. Gli eventi avversi più comuni segnalati (in ≥3% dei pazienti trattati con inclisiran e verificatisi più frequentemente rispetto al placebo) sono stati reazioni al sito di iniezione, artralgia, infezioni delle vie urinarie, diarrea, bronchite, dolore alle estremità e dispnea. Tra questi, le reazioni al sito di iniezione sono state le più frequenti. Gli eventi avversi sono stati generalmente lievi e nessuno è stato grave o persistente.

In virtù di un accordo di licenza e collaborazione con Alnylam Pharmaceuticals, leader nelle terapie RNAi, Novartis ha ottenuto i diritti globali per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di inclisiran. Il 9 dicembre 2020, inclisiran ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio dalla Commissione Europea.