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Bpco troppo trascurata sotto ai 65 anni

Bpco: la doppia broncodilatazione il nuovo standard delle raccomandazioni GOLD. Solo la triplice riduce la mortalità secondo nuovi studi

Uno studio canadese invita a non sottovalutare i rischi legati alla Bpco sotto ai 65 anni di età: aumenta il rischio di mortalità

Attenzione a non trascurare la Bpco a 30, 40, 50 anni, nel periodo della massima attività lavorativa e sociale: stando ai risultati di uno studio canadese, ciò è quanto sta accadendo e si accompagna ad un eccesso di morbi mortalità associate a malattia. Lo studio è stato pubblicato come abstract nel corso dell’edizione virtuale del congresso annuale dell’American Thoracic Society.

Razionale e disegno dello studio
La Bpco è erroneamente considerata una patologia che interessa esclusivamente gli adulti in età avanzata. E invece questa patologia può interessare anche gli adulti di età inferiore ai 65 anni.

Nonostante sia stato dimostrato che una diagnosi di Bpco in età non avanzata comporti una malattia meno grave, ancora oggi mancano conferme di questo assunto nella pratica clinica reale. Su questi presupposti è stato disegnato il nuovo studio, che si è proposto di esaminare l’impatto di malattia – misurato sulla base dell’utilizzo di risorse sanitarie e della mortalità rilevata in giovani adulti affetti da Bpco, mettendo a confronto questi dati con quelli ottenuti in pazienti di età più avanzata affetti dalla malattia.

Il campione includeva 194.759 pazienti adulti con Bpco, di età compresa tra i 35 e i 55 anni, afferenti alle strutture sanitarie canadesi nel 2016. La Bpco era identificata sulla base dei dati amministrativi di erogazione sanitaria extra-ospedaliera oppure ospedaliera registrati nel corso di un biennio. I dati di questo campione sono stati messi a confronto con quelli di 4.962.113 pazienti ultra65enni affetti dalla malattia.

Risultati principali
Dall’analisi dei dati è emerso che, rispetto ai controlli non affetti da malattia di pari età, gli adulti giovani presentavano un tasso di ospedalizzazione per tutte le cause  3,1 volte più elevato, come pure tassi di visite in Pronto Soccorso per tutte le cause 2,2 volte più elevati e tassi di visite extra-ospedaliere per tutte le cause 1,7 volte più elevati.

Per contro, i tassi comparativi per i soggetti anziani con vs. senza Bpco erano pari, rispettivamente, a 2,1 volte, 1,8 volte e 1,4 volte. Da ultimo, come precedentemente osservato, la mortalità nei pazienti adulti giovani con Bpco era 5 volte più elevata rispetto agli adulti giovani non affetti da malattia, rispetto a valori di mortalità 2,5 volte più elevati nei pazienti adulti anziani con Bpco vs. gli individui senior non affetti da malattia.

In conclusione
Pur con alcuni limiti metodologici intrinseci (l’impossibilità di definire quanta parte dell’eccesso di mortalità per tutte le cause fosse effettivamente legata a Bpco o alle comorbilità associate), lo studio ha chiaramente mostrato che i pazienti adulti giovani con Bpco sperimentano livelli significativi di morbilità, come evidenziato dal tasso elevato d’impiego dei servizi sanitari e dall’eccesso di mortalità osservato.

“Questo studio – aggiungono gli autori – forniscono ulteriori evidenze del fatto che la Bpco è tutt’altro che una patologia benigna, suggerendo la necessità di focalizzarsi nell’attività di identificazione della Bpco nei pazienti più giovani. La speranza, in questo modo, è che un intervento più precoce possa migliorare il loro stato di salute attuale, riducendo il consumo di risorse sanitarie e prevenendo fenomeni ulteriori di progressione di malattia.

Bibliografia
Blazer AJ et al. Excess Healthcare Utilization and Mortality in Younger Adults with COPD Compared to Those Without COPD. ATS2021; Abs. A1131
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