Site icon Corriere Nazionale

Artrite reumatoide e glucocorticoidi: quando si possono interrompere

Malattie reumatologiche croniche immunomediate: monitoraggio terapeutico proattivo infliximab non sembra necessario in fase di induzione

Pazienti con artrite reumatoide che iniziano una terapia ponte con glucocorticoidi in combinazione con DMARDcs: ecco quando è possibile interrompere il trattamento

Nei pazienti con artrite reumatoide (AR) che iniziano una terapia ponte con glucocorticoidi (GC) in combinazione con DMARDcs, è possibile interrompere il trattamento con GC senza compromettere il controllo di attività di malattia nella real world e senza recidive a breve termine nella maggior parte dei casi.

Queste le conclusioni principali di uno studio pubblicato su ARD che, tuttavia, sottolineano anche come il tempo alla sospensione di questi farmaci sia lontano dalle “tempistiche” raccomandate, ad indicare la permanenza di un gap tra la pratica clinica reale e le linee guida correnti.

Razionale e disegno dello studio
Come è noto, i GC sono attualmente raccomandati nei pazienti con AR come terapia ponte in combinazione con  DMARDcs, anche se si raccomanda di ridurre rapidamente la loro posologia (fino ad interromperli) per ragioni di safety legate al loro impiego a lungo termine.

“In generale – argomentano gli autori dello studio nell’introduzione al lavoro – l’impiego dei GC nell’AR è ancora oggi oggetto di acceso dibattito, con riferimento, in modo particolare, alla durata temporale della loro somministrazione e alla posologia.

Recentemente, anche sulla scorta di osservazioni su problemi di safety legati al loro impiego a lungo termine, anche a dosaggi ridotti (infezioni, diabete, aterosclerosi e osteoporosi), EULAR, con le sue linee guida sulla gestione dell’AR emanate nel 2019, ha ribadito la necessità di ridurre la posologia dei glucocorticoidi nel modo più rapido e clinicamente fattibile, fino ad arrivare alla completa sospensione del trattamento con questi farmaci, idealmente, entro 3 mesi”.

“Ciò detto – continuano i ricercatori – ad oggi sono ridotte le evidenze in grado di guidare i clinici nella pratica della riduzione della posologia dei glucocorticoidi, con conseguente ampio spettro di variabilità nelle misure attuative di questo intervento. Attualmente, l’impiego a lungo termine dei GC è pratica comune, per quanto la pratica della riduzione della posologia fino all’abbandono del trattamento con GC siano esplicitamente raccomandate dalle linee guida esistenti”.

Per approfondire l’argomento, soprattutto nella pratica clinica reale, è stato implementato questo nuovo studio che si è proposto di analizzare i profili delle variazioni dinamiche della posologia dei GC, nonché la fattibilità della loro sospensione quando utiizzati in combinazione con DMARDcs nella pratica clinica reale.

A tal scopo, sono stati utilizzati i dati provenienti da una coorte di pazienti con AR in un setting real world, includendo quelli dei pazienti con AR che avevano iniziato una terapia con GC e DMARDcs in concomitanza.

I ricercatori hanno preso in esame sia le variazioni di posologia di somministrazione dei GC che quelle relative all’attività di malattia, utilizzando le curve di Kaplan-Meier per analizzare i tassi di sospensione del trattamento con GC. E’ stato preso in esame anche il profilo di recidive di malattia a 6 mesi dopo la sospensione del trattamento con GC.

Risultati principali
Sono stati presi in esame i dati relativi a 207 pazienti con AR. Nel corso di un follow-up di durata mediana pari a 38,6 mesi, 124 pazienti hanno sospeso il trattamento con GC.
La dose mediana di prednisolone, pari a 10 mg/die (IQR: 5-10 mg) all’inizio del periodo di osservazione si è pressochè dimenzzata nei primi 6 mesi, per continuare a ridursi, sia pur più lentamente, a zero a 48 mesi.

La probabilità cumulativa di interruzione del trattamento con GC è risultata pari al 9,7%, 26,6%, 48% e 58,6%, rispettivamente, a 6 mesi, un anno, due anni e tre anni, con un tempo mediano alla cessazione del trattamento pari a 27 mesi.

Nei 110 pazienti naive ai DMARD, la probabilità comulativa di interruzione del trattamento cin GC è risultata pari, rispettivamente, al 12,7%, 30%, 50,9% e 60,6%, con un tempo mediano alla cessazione del trattamento pari a 24 mesi.

Dei 124 pazienti che avevano interrotto il trattamento con GC, l’aggiunta di altri DMARDcs o l’incremento della posologia dei DMARDcs già in uso è stato documentato nel 28,2% dei casi.

Quasi la metà di questi 124 pazienti era in remissione clinica alla sospensione del trattamento con GC. Entro 6 mesi dalla sospensione del trattamento con GC, il 79,1% di questi (91/115) non è andato incontro a recidiva di malattia.

Riassumendo
In conclusione, lo studio ha dimostrato la fattibilità degli interventi di riduzione/interruzione del trattamento con GC nei pazienti con AR in trattamento concomitante con DMARDcs, quando l’attività di malattia è favorevole.

Il tempo alla sospensione del trattamento, tuttavia, è risultato ancora ben lungi da quello indicato nelle linee guida, a suggerire l’esistenza di un gap tra pratica clinica e linee guida correnti. Di qui l’auspicio alla messa a punto di protocolli evidence-based per la riduzione/sospensione del trattamento con glucocorticoidi in grado di guidare i clinici a calibrare questo intervento.

Bibliografia
Xie W et al. Dynamical trajectory of glucocorticoids tapering and discontinuation in patients with rheumatoid arthritis commencing glucocorticoids with csDMARDs: a real-world data from 2009 to 2020Ann Rheum Dis 2021;  Epub ahead of print; doi:10.1136/annrheumdis-2021-220112
Leggi

Exit mobile version