Rsa Botricello: Pasquale Motta rifiuta il confronto


Filmato della Cnews sul Sant’Anna di Botricello: il direttore della rete Pasquale Motta rifiuta il diritto di replica al direttore amministrativo Umberto Conforto

sant'Anna di Botricello

Il filmato della Cnews andato in onda ieri 26 novembre, sulle RSA ma in modo particolare del Sant’Anna di Botricello, che fa parte delle case della fondazione UALSI residenze assistenziali in provincia di Catanzaro, accreditate per il servizio pubblico, non è stato coerente con l’autenticità del caso.

Diritto di replica: Pasquale Motta di La Cnews rifiuta il confronto

Un servizio incompleto che potrebbe snaturare il messaggio. La giornalista, impeccabile nel suo lavoro, probabilmente ha omesso alcune dichiarazioni. Oppure nel montaggio del servizio, la regia ha tagliato  quello che non doveva. Per screditare? Lo vedremo.

Poco spazio è stato dato a chi voleva dare voce alla verità di ciò che stava accadendo nella struttura e lo voleva dimostrare Don Alfonso Velonà Presidente dell’UALSI di Botricello.

“Mi corre l’obbligo – scrive in una nota il direttore amministrativo, il dottor Umberto Conforto – precisare che il filmato mandato in onda ieri 26 novembre, dalla Cnews è stato parziale”.

E ancora: “non è vero che la struttura non ha personale, perché a fronte di 16 assistiti la struttura ha messo a disposizione 14 tecnici. Peccato, che il virus non perdona, ha bloccato tre infermieri su sette. Gli OSS hanno permesso la gestione. In media, abbiamo un operatore a paziente per superare questo periodo.”

Pertanto “la struttura si riserva ogni azione rivolta alla tutela dei pazienti e dei lavoratori che con abnegazione e senza alcun timore affrontano i rischi naturali di un mestiere difficile ma nel contempo unico quale atto di donazione a chi soffre”.

Rammaricato il direttore Conforto per ciò che accade, impotenti davanti ad un Virus che ha fatto i suoi danni.

Ma ancor più amareggiato per non aver potuto avvalersi del diritto di replica con il direttore di Cnews Pasquale Motta che raggiunto telefonicamente ha ritenuto opportuno, chiudere il telefono in faccia a chi voleva esercitare il diritto di replica ai sensi dell’art. 8 della Legge 47/1948.