Parrucchieri e artigiani non possono aspettare giugno


Parrucchieri, centri estetici e artigiani non possono aspettare giugno per le riaperture: il Codacons invia un’istanza al Governo, all’Iss e ai governatori

Parrucchieri, centri estetici e artigiani non possono aspettare giugno per le riaperture: il Codacons invia un'istanza al Governo, all'Iss e ai governatori

Il Codacons ha inviato oggi una istanza al Governo, al Commissario Domenico Arcuri, all’Iss e ai presidenti di tutte le Regioni italiane, chiedendo di adottare provvedimenti urgenti per consentire la riapertura anticipata di parrucchieri e centri estetici, e il ritorno all’attività degli artigiani.

“Da più parti montano le proteste per l’ingiusta discriminazione cui sono sottoposti alcune categorie di lavoratori, che potranno tornare ad operare solo dall’1 giugno, nell’ambito delle aperture programmate dal Governo per la fase 2 – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi intervenendo oggi al programma dai Rai1, “Storie italiane” –. Una scelta che non appare giustificata dalle esigenze sanitarie legate al coronavirus, e che anzi rischia di produrre danni enormi sia in ambito economico che sanitario”.

Parrucchieri, centri estetici e artigiani potrebbero già dal 4 maggio riprendere le proprie attività, con il rispetto delle disposizioni di legge, ossia distanze minime nei locali e l’uso di mascherine e guanti, al pari di quanto avviene sia oggi per numerosi esercizi (supermercati, tabaccherie, ecc.), sia dal 4 maggio per gli altri esercizi cui sarà consentita l’apertura – prosegue l’associazione – A prevederlo le norme già in vigore, con il DL n. 18 del 17 marzo 2020 che stabilisce “per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro” l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI).

Il rischio concreto è quello di ottenere l’effetto contrario: la ritardata ripresa di tali attività alimenterà abusivismo e lavoro e in nero, con parrucchieri, estetiste ed artigiani che opereranno a domicilio dei clienti, senza alcun controllo e col pericolo di incrementare i contagi.

Per tale motivo il Codacons ha presentato oggi una istanza al Governo, al Commissario Arcuri, all’Iss e alle Regioni, in cui si chiede di valutare la possibilità di una riapertura immediata per tali categorie di lavoratori, e l’emanazione di protocolli di sicurezza da adottare per consentire di svolgere l’attività con le dovute garanzie.

“In assenza di interventi, il 30% delle attività artigiane, centri estetici e parrucchieri sarà costretto a chiudere i battenti e dichiarare fallimento, non avendo più le risorse per portare avanti le attività” conclude il Codacons.