Lowlow racconta il suo disco Dogma 93


Lowlow è tornato con Dogma 93, un disco per i “rifiutati”: il rapper ai microfoni di Diregiovani racconta il suo terzo album uscito da pochi giorni

Lowlow racconta il suo disco Dogma 93

Dalla crisi nascono le cose migliori. È questo, in estrema sintesi, la filosofia dietro il nuovo disco di Lowlow, il terzo da solista. Dopo un silenzio lungo quasi due anni, il rapper – al secolo Giulio Elia Sabatello – è tornato su tutte le piattaforme con ‘Dogma 93’: un lavoro di quattordici tracce, fuori per Sony Music, che ci fa ritrovare un artista più maturo e consapevole, attento come non mai ai più piccoli dettagli della nuova produzione. 

Lowlow propone un suono sempre ricercato, punchline ad effetto e messaggi che arrivano dritti al punto senza troppi giri di parole. Questo il risultato di periodo di autoanalisi in cui la scrittura è stata arte e terapia allo stesso tempo, come racconta il romano in un’intervista a distanza ai microfoni di Diregiovani (www.diregiovani.it). 

“Sono convinto che ogni rivoluzione parta da un momento di crisi e questo è un po’ il mio caso- spiega- avete lasciato un Lowlow sicuro dei propri mezzi come lo sono sempre stato ma di null’altro, molto incerto sulla sua situazione e sul suo rapporto lavorativo e con i suoi collaboratori, quindi in crisi. La scrittura è stata il filo conduttore: vedere che, nonostante io fossi disperato, riuscivo a fare delle cose nuove, migliori delle precedenti, che mi emozionavano è stato l’inizio della rivoluzione”.

I cambiamenti, però, non arrivano senza un po’ di tempesta interiore, Lowlow ha messo tutto in discussione, persino la sua scrittura: “L’ascolto successivo e l’interrogarmi se le cose che ho da dire veramente arriveranno a colpire l’ascoltatore, tutto questo credo questo sia il di più del disco”.

‘Dogma 93’ (il numero è l’anno di nascita del rapper) diventa così manifesto per chi si sente solo: “Sono un grande sostenitore dell’individuo– dice Lowlow- del singolo e delle infinite potenzialità dell’essere umano. Ho problemi di fiducia nella politica giovanile, ho problemi con il concetto di gruppo. L’unica idea di gruppo che accetto è un gruppo di persone che sono insieme perché sono state rifiutate da tutti gli altri gruppi: i ‘rifiutati’. Dal punto di vista collettivo è questo il discorso ed è un tema molto presente nel disco”. L’intento è quello di “rompere le convenzioni che ci hanno imposto e che non si adattano a quello che siamo”. In questo senso, è un po’ come indossare i panni dell’anti eroe“Il rap è un mezzo- aggiunge- è come una chiave inglese. Rivendico tantissimo la mia identità rap perché ho iniziato piccolissimo e non ho fatto altro nella vita. Ogni cosa che esce da Lowlow ha una fortissima ricerca lirica, stilistica con punchline, giochi di parole e flow elaborati ma tutto questo viene messo al servizio di un messaggio, di un concetto, di una storia che voglio raccontare”.

Presto in tour

Le storie presenti in ‘Dogma 93’ sono varie e, finito il periodo di quarantena per l’emergenza Coronavirus, arriveranno sui palchi di tutta Italia per esprimersi dal vivo. “Nonostante abbia fatto diverse cose che hanno girato- ricorda Lowlow- non ho mai avuto la possibilità di riversare il mio lavoro discografico in una vera e propria esperienza live e credo che tutti i miei fan siano curiosi di vedere come trasporterò questo lavoro. Adesso che siamo ripartiti veramente non ci fermiamo più e i live sono il prossimo obiettivo”.