Caccia: Centinaio fa infuriare gli ambientalisti


Il Ministro delle Politiche agricole Centinaio: “Riportare il comparto caccia al Mipaaft sarà la mission di questa legislatura”. Ira degli ambientalisti

Il Ministro delle Politiche agricole Centinaio: "Riportare il comparto caccia al Mipaaft sarà la mission di questa legislatura". Ira degli ambientalisti

La caccia è sempre stata di competenza del Ministero dell’Agricoltura, negli anni i miei predecessori hanno regalato la competenza al Ministero dell’Ambiente tenendo purtroppo una parte solo marginale. Personalmente sono convinto che riportare questo comparto al Mipaaft sia la mission di questa legislatura senza andare in diatriba con il Ministro Costa. Da parte mia c’è la massima attenzione e in tutte le occasioni ho evidenziato l’importanza del settore al Ministro dell’Ambiente e al Presidente Conte”.

Così ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio al Castello di Bereguardo, in provincia di Pavia, alla 18ª edizione della storica Sagra della Caccia.

“Oggi come oggi la caccia non deve essere vista come il nemico dell’ambiente, penso che i cacciatori siano i primi amici dell’ambiente, della tutela del paesaggio e delle aree agricole e il messaggio che è opportuno far passare, a chi sta a Roma a decidere insieme a me, è proprio quello di delineare un determinato equilibrio da tutte le parti quando vengono affrontate tematiche specifiche come la caccia” ha aggiunto Centinaio.

Parole che hanno scatenato la reazione delle associazioni ambientaliste WWF, ENPA LAC LAV e LIPU secondo le quali il Ministro dovrebbe ricordare che il suo compito è quello di risolvere i veri problemi dell’agricoltura e sostenere gli agricoltori che sono il motore trainante della economia italiana.

“Per quanto attiene alla competenza – sottolineano le associazioni – la Consulta si è più volte pronunciata riconducendo la materia venatoria nell’alveo delle prerogative statali riguardanti la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (da ultimo la Corte Cost., sentenza n. 7/2019). La caccia non rientra inoltre tra le priorità del suo dicastero, in considerazione dell’assoluta irrilevanza che le istanze venatorie rivestono rispetto ai più gravi problemi che oggi si trova ad affrontare il mondo agricolo, come i cambiamenti climatici, la gestione delle risorse idriche o l’utilizzo di pesticidi che comportano danni per la salute umana e impoverimento degli ecosistemi”.

“Sostenere di estromettere dal Ministero dell’Ambiente, a cui compete la funzione prioritaria di tutela della biodiversità e delle fauna selvatica, dalla materia venatoria è semplicemente un modo per intercettare i favori elettorali di una sparuta minoranza di cittadini e per anteporre gli interessi di chi esercita un’attività ludica alle necessità degli agricoltori e delle loro famiglie” aggiungono.

“Auspichiamo – concludono le associazioni – che si instauri un dialogo tra il Ministero delle Politiche Agricole e il Ministero dell’Ambiente incentrato sulla definizione di misure volte a determinare una più ampia tutela della biodiversità quale elemento fondamentale per garantire un futuro anche al comparto agricolo”.