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Servizio Civile, uscito il bando: appello del Codacons

Pubblicato l'Avviso pubblico di presentazione dei programmi di intervento di Servizio civile universale per l’anno 2022 che include il Servizio Civile ambientale

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Bando Nazionale di Servizio Civile 2018: anche il Codacons scommette sull’importanza dei volontari

È stata pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Bando Nazionale di Servizio Civile 2018. Tra i tanti progetti finanziati dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile anche “Guidare in sicurezza”, il progetto presentato dal Codacons che offrirà la possibilità a tanti giovani di tutta Italia di approfondire i temi della sicurezza stradale, offrendo al contempo alla cittadinanza un’opportunità per informarsi sulle possibili conseguenze di condotte pericolose alla guida al fine di prevenire e limitare il numero di incidenti nel territorio.

Il Servizio Civile Nazionale al Codacons garantisce ai giovani – in particolare studenti/laureandi/laureati in giurisprudenza – la possibilità di vivere una concreta esperienza formativa e garantisce un rimborso da parte dello Stato pari a 433,80 euro mensili.

Tutti i giovani tra i 18 e i 28 anni interessati a dedicarsi, per un anno, alla realizzazione di un progetto di sensibilizzazione sociale possono trovare sul sito www.codacons.it tutti i materiali e i documenti utili per inviare la propria candidatura. La scadenza per l’arrivo della documentazione negli uffici dell’Associazione è fissata per il 28/09/2018 alle ore 18:00.

Il Codacons scommette particolarmente sull’importanza dei volontari, pur in un momento travagliato della sua storia, e in questo senso rivolge un nuovo appello al ministro Tria, a Salvini e Di Maio sulla questione del contributo unificato: l’Associazione ha subito un pignoramento da 300 mila euro da parte dell’Agenzia delle entrate, con conseguente blocco delle risorse, e ora rischia di chiudere.

Al centro della questione il contributo unificato che il Codacons, in qualità di Onlus, non è tenuta a pagare sugli atti legali portati avanti a difesa della società e della collettività, ma che il fisco italiano continua a richiedere in modo ossessivo fino ad arrivare al recente pignoramento, deciso sulla base di interpretazioni della norma totalmente errate.

Un intervento del Parlamento sul tema è ora assolutamente necessario, per non disperdere il patrimonio di competenze – sempre a tutela degli interessi collettivi – maturato dall’Associazione in tanti anni di attività.

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