Alga spirulina coltivata con il geotermico: la sperimentazione funziona


Diffusi i dati della prima fase dell’esperimento nell’impianto pilota della centrale geotermica di Chiusdino: costi ridotti del 30% e +25% di alga spirulina prodotta

Alga spirulina coltivata con il geotermico, diffusi i dati della prima fase dell'esperimento nell'impianto pilota della centrale geotermica di Chiusdino

Alga spirulina e geotermia sono un binomio vincente: a dirlo è la sperimentazione sulla coltivazione di questa alga in ambiente geotermico, svoltasi in un impianto pilota presso la centrale geotermica di Chiusdino e promossa da Enel Green Power, Co.Svi.G. (Consorzio Sviluppo Aree Geotermiche), Dipartimento di scienze produzioni agroalimentari e dell’ambiente dell’Università di Firenze, che attraverso lo Spin Off “Fotosintetica e Microbiologica”, ha curato lo sviluppo degli inoculi, la realizzazione dell’impianto sperimentale e la formazione e la supervisione del personale impiegato nell’impianto.

L’attività nasce dall’accordo firmato a gennaio 2017 tra Enel Green Power e Co.Svi.G. per l’attività di sperimentazione sulla risorsa geotermica applicata alla coltivazione di alghe: le due parti hanno stanziato 100mila euro a testa per la realizzazione dell’impianto pilota di Chiusdino, una innovativa serra in cui viene coltivata alga spirulina utilizzando sia il calore geotermico che la CO2 carbon free, prodotta dal processo di produzione geotermico e sostitutiva di emissioni naturali, utile nel favorire l’attività di coltura delle alghe. L’impianto pilota ha una dimensione di circa 125 mq e, attraverso vasche aperte e fotobioreattori a pannello verticale, produce piccole quantità di alga spirulina pari a circa 60 grammi al giorno utili alla sperimentazione.

La prima parte della sperimentazione si è conclusa e i risultati sono stati analizzati a Larderello presso la sede del Co.Svi.G alla presenza di rappresentanti del Co.Svi.G, di Enel Green Power, dello Spin Off e delle Amministrazioni Comunali di Pomarance, Santa Fiora, Chiusdino, Monteverdi e Montieri. I dati rivelano che non soltanto vengono ridotti i costi di circa il 30 % grazie al calore da fonte geotermica e alla disponibilità di CO2 carbon free, ma anche la produzione della stessa alga spirulina in questo ambiente fa registrare un incremento del 25% rispetto alla produzione standard in altri ambienti.

I risultati sono stati accolti favorevolmente dalle amministrazioni comunali che hanno indicato nel possibile sviluppo di una filiera per la coltivazione delle alghe una importante opportunità occupazionale ed economica per il territorio. L’alga spirulina, infatti, rappresenta un prodotto di eccellenza su più fronti, dal cibo alla salute fino alla cosmetica: si tratta di un integratore alimentare naturale, ricco di proprietà nutritive ed energizzante, in grado di prevenire le malattie cardiovascolari, utilizzato inoltre per “arricchire” cibi come il formaggio, la pasta, il pane e il gelato oltre a rappresentare una possibile fonte di principi attivi per l’industria farmaceutica. Si tratta, quindi, di una nuova frontiera della nutraceutica e della sostenibilità: la realizzazione di una filiera a livello industriale costituirebbe il primo esempio in Italia e potrebbe favorire positive integrazioni nei processi di industrie florovivaistiche e farmaceutiche già presenti nel territorio.

La sperimentazione, iniziata con l’entrata in funzione della serra lo scorso ottobre, della coltivazione di alga spirulina proseguirà fino alla fine di giugno 2018.