Caos TARI: il Codacons chiede trasparenza ai comuni italiani


L’associazione chiede alle amministrazioni di pubblicare le modalità di calcolo della tassa sui rifiuti

tari errore di calcolo dei comuni e possibili rimborsi per i cittadini
Possibili errori nella determinazione del corretto importo della tassa sui rifiuti

ROMA – È sempre più caos sul fronte della TARI in Italia. Dopo le dichiarazioni del Sottosegretario Pier Paolo Baretta, infatti, alcuni comuni italiani inizialmente coinvolti nei presunti errori di calcolo sulla tassa rifiuti, come Napoli e Genova, si sarebbero smarcati, dichiarando di operare nel pieno rispetto delle norme. Una situazione che, tuttavia, non consente di conoscere con esattezza quante e quali amministrazioni si siano rese protagoniste di errori nella determinazione della TARI, alimentando un clima di incertezza tra i cittadini.

Il caso, portato all’attenzione dell’opinione pubblica dal Movimento 5 stelle nei giorni scorsi, riguarderebbe il conteggio sbagliato della quota variabile del tributo e che ha comportato prelievi decisamente superiori al dovuto, anche il doppio in alcuni casi.

Sulla vicenda interviene nuovamente il Codacons che chiede più trasparenza alle amministrazioni comunali.

Chiediamo agli 8000 comuni italiani di pubblicare entro 48 ore sui propri siti internet le modalità di calcolo della tassa rifiuti applicate sul propri territorio – afferma il presidente Carlo Rienzi –. Ciò al fine di determinare con esattezza quali amministrazioni abbiano interpretato in modo errato le norme, e consentire agli utenti di ottenere rimborsi per le maggiori somme pagate”.

Rimborsi che – prosegue Rienzi – dovranno essere automatici e non su richiesta dei residenti, applicabili anche attraverso sconti sulle prossime bollette TARI e comprensivi di interessi legali dalla data del pagamento della tassa ad oggi”.

“In caso contrario – avverte l’associazione, che oggi pubblicherà sul proprio sito web le istruzioni utili a cittadini per verificare la correttezza della tassa sui rifiuti pagata negli ultimi anni – sarà inevitabile una miriade di ricorsi da noi promossi contro le amministrazioni comunali responsabili di errori”.

Intanto piovono le denunce del Codacons sul caso della TARI gonfiata. L’associazione ha inviato oggi un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia e alle Corti dei Conti regionali, nonché una diffida urgente all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Nello specifico l’associazione ha chiesto alle Procure di aprire una indagine, ognuna nell’ambito della propria competenza territoriale, in merito ai presunti errori commessi dalle amministrazioni comunali nel conteggio sbagliato della quota variabile del tributo, che avrebbero comportato prelievi decisamente superiori al dovuto a danno degli utenti, accertando l’eventuale sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti quali il reato di cui all’art. 646 c.p. appropriazione indebita e di cui agli artt. 640 c.p. truffa e 640 bis c.p. truffa aggravata.

Alle Corti dei Conti delle singole regioni il Codacons ha chiesto di verificare eventuali danni sul fronte erariale e usi distorti dei fondi pubblici raccolti attraverso la tassa sui rifiuti “gonfiata”, mentre all’Anci l’associazione ha rivolto una formale diffida chiedendo di ordinare agli 8000 comuni italiani di pubblicare entro 48 ore da oggi sui propri siti internet le modalità di calcolo della tassa rifiuti applicate sul proprio territorio.

Il Codacons ha inoltre attivato a partire da oggi un forum telefonico al numero 8930398 dove i consulenti dell’associazione, ogni lunedì e mercoledì dalle ore 12:00 alle 13:30, forniranno informazioni e istruzioni agli utenti su come verificare eventuali errori sulle bolletta TARI e avviare le pratiche per la restituzione.

Sul sito www.codacons.it, inoltre, a partire da oggi, sarà presente un modulo di diffida che i consumatori potranno utilizzare per chiedere al proprio Comune di provvedere al ricalcolo in caso di errore e predisporre rimborsi automatici delle maggiori somme pagate.