Scegliere il chirurgo plastico sui social? Può essere rischioso


Secondo uno studio americano solo il 17.8% dei post su Instagram sono di veri chirurghi plastici

chirurgia estetica social network
Oltre un milione di trattamenti estetici nell’ultimo anno

ROMA – Non basta qualche bella foto pubblicata sui social network per scegliere il chirurgo plastico a cui affidarsi: occorre anche verificarne le qualifiche, molto spesso inesistenti. È quanto rivela uno studio, realizzato dalla Northwestern Medicine e pubblicato sulla rivista scientifica Aesthetic Surgery Journal, che ha analizzato la provenienza dei post pubblicati sul tema chirurgia plastica su Instagram, il noto social network di immagini.

Secondo la pubblicazione, negli Stati Uniti e in Canada solo il 17.8% dei post di Instagram sulla chirurgia plastica è riconducibile a professionisti certificati, per il resto abbondano medici senza preparazioni specifiche ma anche parrucchieri e dentisti. “Anche in Italia, come negli Stati Uniti, molti parlano sui social di medicina e chirurgia estetica e la praticano pur non avendone le qualifiche, mettendo a rischio la salute dei pazienti e screditando la professione” commenta il Past President della Federazione Italiana Medici Estetici (FIME), Raffaele Rauso.

Il problema vero non sono tanto i social network, che di fatto sono un mezzo di promozione, quanto accertarsi che chi si propone per certi interventi abbia una preparazione adeguata: “I social sono un modo conveniente, pratico e veloce per conoscere il modo in cui lavorano i chirurghi e le procedure che eseguono – afferma Rauso-. La maggioranza dei pazienti prima di entrare in studio, ha già acquisito informazioni sui siti e social: l’importante è cercare le notizie giuste, controllando titoli e qualifiche, senza fidarsi di qualche bella immagine. Quello che sembra troppo bello per essere vero, molto spesso non lo è”.

Lo studio americano ha analizzato i risultati di almeno 21 hashtag, ossia “etichette” legati all’argomento chirurgia plastica, per un totale di 1.8 milioni di post pubblicati in una giornata, il 9 gennaio: di questi, il 26% era riconducibile a medici senza specializzazione in chirurgia plastica come ginecologi e chirurghi generali, senza contare quelli di persone senza titoli per farlo, come parrucchieri o estetiste.

“Mi capita spesso di dover porre rimedio ai danni causati da qualche medico non qualificato: in Italia per praticare la medicina e la chirurgia estetica l’unico requisito richiesto è la laurea in Medicina e Chirurgia, senza nessuna specializzazione” dice ancora il dottor Rauso.

“Molti medici si dedicano così all’estetica per arrotondare gli introiti, senza averne le competenze, causando danni ai pazienti. Recentemente, per esempio, ho trattato tre pazienti che si erano rivolti a un medico conosciuto su Facebook che prometteva risultati meravigliosi e che in realtà ha iniettato un filler per i glutei sul viso: si sono rivolti a me per risolvere la situazione, che è parecchio compromessa” aggiunge.

Per un paziente non sempre è semplice capire con quali criteri distinguere un professionista medico a cui affidarsi: “Per ogni medico bisogna controllare sul portale della FNOMCeO, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, dove sono riportati i titoli che i medici hanno conseguito – spiega il past president Fime -. In questo modo il paziente può verificare la presenza di specializzazione o di altre qualifiche, senza farsi trarre in inganno da diciture ambigue o non riconosciute”.

Ci sono poi alcuni quesiti che è bene porre al medico durante la visita: “Spesso i pazienti non fanno domande ai medici in quanto temono che questo possa essere scambiato per una mancanza di fiducia, ma è giusto accertarsi che il professionista a cui ci si rivolge sia quello giusto. È bene chiedere specifiche su preparazione in chirurgia e medicina estetica, numero di procedure già eseguite e strutture utilizzate per gli interventi. Inoltre bisogna informarsi bene sull’operazione che si va ad affrontare: i risultati che realisticamente si potranno raggiungere, tempi di recupero, rischi, eventuali complicazioni e la loro gestione. Chiedete pure senza timore: se è un professionista serio non avrà alcun problema a rispondere” conclude Rauso.