Norcia si è spostata di 35 centimetri verso Ovest


Conferme e nuovi dettagli dalle immagini radar acquisite dal sensore giapponese ALOS 2

La nuova mappa di deformazione co-sismica che evidenzia lo spostamento di 35 centimetri verso Ovest di Norcia (www.ingv.it)
La nuova mappa di deformazione co-sismica che evidenzia lo spostamento di 35 centimetri verso Ovest di Norcia (www.ingv.it)

ROMA – A poco meno di una settimana di distanza dalla nuova forte scossa di terremoto nel Centro Italia, arrivano ulteriori analisi scientifiche sul disastroso sisma.

In particolare le elaborazioni effettuate dal CNR-IREA sulle immagini radar acquisite dal sensore giapponese ALOS 2 (operante in banda L) confermano i risultati ottenuti dalle precedenti analisi basate sui dati dei sensori Sentinel-1 e COSMO-SkyMed, aggiungendo nuovi dettagli.

In particolare, la mappa di deformazione co-sismica, causata cioè dal terremoto, calcolata utilizzando le immagini ALOS 2 pre e post-evento (acquisite rispettivamente il 24 agosto e il 2 novembre), evidenzia due lobi principali di deformazione.

Il primo, che interessa l’area di Norcia, mostra uno spostamento verso Ovest e un sollevamento che, nella linea di vista del radar, corrispondono a circa 35 cm di deformazione.

Il secondo mette in luce un significativo abbassamento del suolo nell’area di Castelluccio di Norcia (più di 60 cm in linea di vista del sensore) e uno spostamento verso Est dell’area di Montegallo.

È disponibile inoltre un’animazione che evidenzia l’evoluzione temporale delle deformazioni superficiali rilevate dal satellite giapponese ALOS 2 a seguito degli eventi sismici del 24 agosto 2016 e del 26/30 ottobre 2016, ed è scaricabile a questo link.

L’interferogramma ALOS 2 elaborato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV mostra ancora una volta la complessità della deformazione a scala locale.

I due profili tracciati attraverso le zone di massima deformazione nelle aree interessate dai due terremoti di Visso (M 5.9) e Norcia (M 6.5), mostrano il movimento della superficie terrestre causato dallo scorrimento in profondità dei due lati del piano di faglia, avvenuto durante i due eventi sismici.

Grazie alla loro minore sensibilità alla copertura vegetale rispetto ai dati di altri satelliti, i dati ALOS 2 forniscono informazioni molto importanti per ricostruire geometria e posizione delle sorgenti sismiche.

I dati ottenuti dal satellite ALOS 2 sono frutto degli accordi esistenti tra l’Agenzia Spaziale Italiana e quella giapponese (JAXA), ulteriore dimostrazione della cooperazione internazionale che è alla base dell’attività spaziale, come già evidenziato con i satelliti Cosmo SkyMed e Sentinel in molteplici occasioni.