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Vasco Rossi dottore honoris causa a Salerno: “Sono orgoglioso e onorato”

Oggi la cerimonia all’Università dove il rocker è stato insignito del titolo in Politica e Comunicazione.

Protagonista sui grandi palchi della musica e ora dottore bis. Vasco Rossi ha ricevuto il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione all’Università di Salerno. “Un dottorato per me? Non me l’aspettavo eh. Invece eccolo qua”, ha commentato il rocker alla cerimonia di conferimento commentando il secondo titolo accademico della sua carriera. L’11 maggio 2005 era arrivata, infatti, laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione all’Università IULM di Milano.

Si è detto “molto emozionato”, “orgoglioso e onorato” il Blasco, acclamato dai presenti in aula che lo hanno accolto tra grandi applausi. Un affetto ricambiato dalla star di Zocca che sui social, poco prima, aveva scritto: “Sono molto legato a Salerno. La prima volta ci sono arrivato nel lontano ‘78 per fare il militare... avevo la divisa ma dopo un po’ sono stato ‘liberato’. Non potevo perdere il treno.. che mi ha portato fin qui”. Quasi 50 anni – e diverse hit – dopo, il rocker è stato insignito del dottorato, “riconoscendo nel suo percorso artistico, culturale e pubblico un’esperienza di particolare rilievo per lo studio dei linguaggi e dei processi della comunicazione contemporanea“.

 

“Il conferimento del Dottorato riconosce il valore di un percorso capace non soltanto di interpretare il proprio tempo, ma anche di contribuire a definirne linguaggi, immaginari e forme di relazione. La continuità e la profondità del rapporto costruito con i diversi pubblici rappresentano un’esperienza di grande interesse anche per la ricerca nel campo della comunicazione”, ha affermato il Rettore dell’Universita degli Studi di Salerno, Virgili D’Antonio.

LA LECTIO MAGISTRALIS DI VASCO

 “Dottorato significa che potrei anche insegnare, ma tranquillizzo subito i miei affezionati detrattori: continuerò a fare concerti”, ha scherzato Vasco nel corso della sua lection magistralis. Un discorso, il suo, in cui il 74enne ha affrontato il tema dell’importanza della parola: “Una canzone non è solo una canzone, è un messaggio che viaggia senza ufficio stampa. Entra nelle case, nelle automobili, nelle cuffie nelle piazze. Arriva a chi magari non leggerebbe un editoriale, non seguirebbe un dibattito politico, ma riconosce una frase perché parla di lui. La musica fa ciò che la comunicazione ufficiale spesso dimentica. Non si limita ad informare ma muove emozioni, ricordi e domande”.

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