Aveva 90 anni. Il decesso è avvenuto lo scorso 30 settembre in un ospedale di Cambridge, come confermato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT)
Si è spenta a 90 anni Margaret Hamilton, la matematica e informatica che ha guidò il gruppo di ingegneri allo sviluppo del software che che permise l’allunaggio dell’Apollo 11 della Nasa. Il decesso è avvenuto lo scorso 30 settembre in un ospedale di Cambridge, come confermato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), ateneo in cui la scienziata ha lavorato per oltre due decenni. Hamilton lascia la figlia Lauren, il genero Richard Selesnick, nipoti e bisnipoti; una cerimonia commemorativa si terrà a Cambridge in primavera.
Autrice di oltre 130 pubblicazioni, Hamilton ha contribuito a consolidare l’ingegneria del software come disciplina a sé stante. Dopo la sua esperienza al MIT, è diventata un’imprenditrice e CEO di successo nel settore informatico. “Dire che Margaret Hamilton è stata una pioniera, che era in anticipo sui tempi, sarebbe un eufemismo clamoroso. Era un’ingegnere del software in un’epoca in cui quel settore era ancora agli albori, e non solo ha sviluppato personalmente codici avanzati, ma ha anche guidato un team nell’utilizzo di quella tecnologia nascente per sviluppare uno dei sistemi più complessi che l’umanità abbia mai realizzato”, afferma Olivier de Weck, professore del programma Apollo e direttore ad interim del Dipartimento di Aeronautica e Astronautica del MIT.
“Margaret ha lasciato un segno indelebile a Draper e le saremo per sempre grati”, aggiuge Jerry M. Wohletz, presidente e CEO della società di ingegneria indipendente Draper. “Grazie alla sua leadership e al suo contributo allo sviluppo del software di bordo per il computer di guida Apollo della NASA, ha contribuito a garantire che gli astronauti delle missioni Apollo atterrassero sani e salvi sulla superficie lunare e tornassero sani e salvi a casa. Onoreremo per sempre la sua eredità a Draper”.
Nata a Paoli, Indiana, nel 1936, Hamilton iniziò a studiare matematica all’Università del Michigan nel 1955, prima di trasferirsi all’Earlham College, dove conseguì una laurea in matematica con specializzazione in filosofia nel 1958. Nel 1959 si trasferì a Boston, Massachusetts, con il marito, che stava conseguendo una laurea in giurisprudenza.
Hamilton trovò presto un incarico temporaneo presso il dipartimento di meteorologia del MIT, dove collaborò con il professor Edward N. Lorenz allo sviluppo di un software per le previsioni meteorologiche. Questo fu il suo primo approccio alla programmazione informatica e il suo lavoro avrebbe poi influenzato le future pubblicazioni di Lorenz sulla teoria del caos.
nel 1961, Hamilton assunse un ruolo di programmatore presso il MIT Lincoln Laboratory, lavorando al progetto
Semi-Automatic Ground Environment (SAGE), il primo sistema di difesa aerea degli Stati Uniti.
LA SFIDA DELL’APOLLO
Nel 1965, mentre Hamilton si preparava a intraprendere gli studi di specializzazione, suo marito vide un annuncio sul giornale: il Laboratorio di Strumentazione del MIT cercava persone per sviluppare il software necessario a “mandare l’uomo sulla Luna”. Il laboratorio si era aggiudicato l’appalto della NASA per la realizzazione del software di bordo per il programma Apollo. Incuriosita dalla sfida, Hamilton fece domanda e fu assunta come prima programmatrice del progetto Apollo al MIT, nonché come prima programmatrice donna del progetto.
Hamilton lavorò inizialmente al software per le missioni Apollo senza equipaggio, per poi essere promossa a capo del team che sviluppava il software di bordo per le missioni con equipaggio. Nel 1968 era vicedirettrice responsabile del team del Modulo di Comando e Servizio, e oltre 400 persone lavoravano al software di Apollo.
I MOMENTI CHE CAMBIARONO LA STORIA
Il contributo più famoso di Hamilton al programma Apollo si verificò durante la cruciale missione Apollo 11, che portò il modulo lunare all’allunaggio nel luglio del 1969. Pochi istanti prima dell’atterraggio del modulo Eagle sulla superficie lunare, il computer di bordo lanciò l’allarme. Aveva rilevato un errore 1202: il computer era sovraccarico a causa di un guasto in un interruttore hardware ed era possibile che il sistema non fosse in grado di gestire la complessa procedura di atterraggio.
LA MASSIMA ONORIFICENZA AMERICANA CONSEGNATA DA OBAMA
Nel 2016, il presidente Barack Obama ha conferito ad Hamilton la Presidential Medal of Freedom, la massima onorificenza civile americana, ricordando come le sue architetture abbiano “permesso i passi da gigante dell’umanità”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

