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Dal mercato all’ingrosso alla bolletta: come il PSV determina il prezzo del gas che paghiamo

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prezzo del gas

Il mercato libero rappresenta una grande opportunità per gli italiani: permette infatti di adattare al meglio l’offerta dell’energia rispetto al proprio stile di vita e ai cambiamenti a esso correlati.

Allo stesso tempo, orientarsi si rivela tutt’altro che semplice e occorre, sotto questo punto di vista, padroneggiare un fattore in particolare quando si parla di gas: il PSV, da differenziare dal PUN. Quest’ultimo rappresenta il Prezzo Unico Nazionale, fungendo da riferimento nel mercato all’ingrosso dell’energia elettrica. Il PSV, invece, fa riferimento al Punto di Scambio Virtuale ed è fondamentale per l’offerta del gas.

Si tratta di concetti differenti, entrambi importanti, ma in maniera diversa. Ecco perché.

PSV vs PUN: due riferimenti distinti per i costi in bolletta

PSV è l’acronimo di Punto di Scambio Virtuale e indica l’hub della rete italiana in cui avvengono gli scambi di gas naturale. Occorre pertanto distinguere il semplice termine PSV da quello di indice PSV: il valore ricavato dai prezzi delle contrattazioni effettuate in quel punto preciso; viene utilizzato come riferimento per le offerte gas indicizzate (note anche come a prezzo variabile).

Il Prezzo Unico Nazionale, come già accennato, non è altro che l’indice di riferimento del prezzo dell’energia elettrica acquistata sul Mercato del Giorno Prima o MGP, la cui gestione è effettuata dal GME (Gestore dei Mercati Energetici).

Il suo valore tiene conto di fattori di natura globale, a fronte di un meccanismo in cui domanda e offerta vengono rapportate, incidendo sulla componente energia della bolletta della luce: per questo è utile tenerne conto anche per chi si orienta nella scelta del fornitore dell’elettricità.

I due indici riguardano dunque aspetti e mercati diversi, ma si dimostrano comunque tra loro correlati dal momento che il gas viene impiegato anche per produrre elettricità e le variazioni del suo prezzo possono influenzare il mercato elettrico.

In che modo il PSV influisce sui costi in bolletta?

L’effetto del PSV sui costi in bolletta dipende innanzitutto dal tipo di contratto sottoscritto, incidendo sulle offerte gas indicizzate: quelle in cui il prezzo della materia prima segue l’andamento dell’indice secondo la formula prevista dal fornitore; se il PSV sale, questa voce tende ad aumentare; se scende, tende a diminuire. Sostanzialmente il cambiamento si riflette sulla spesa in base ai consumi del periodo.

Diverso è il caso di un’offerta a prezzo fisso in cui, invece, le oscillazioni dell’indice non modificano il prezzo della materia prima per la durata stabilita dal contratto.

Una precisazione. Il PSV non coincide con l’importo finale da pagare: rappresenta un riferimento per il costo del gas, mentre sulla bolletta incidono anche altre voci (trasporto e distribuzione, gestione del contatore, oneri generali di sistema e imposte, ecc.). Per capire quanto pesi bisogna quindi leggere le condizioni economiche della singola offerta con attenzione.

Come cambia il valore del PSV nel tempo?

A livello generale, il prezzo del gas scambiato nel PSV nasce dall’incontro tra domanda e offerta: è dunque correlato alla stagionalità e ai cambiamenti di natura geopolitica, per citare due fattori basilari.

Ciò significa, pertanto, sul versante della domanda, che in inverno, per esempio, la richiesta di gas per il riscaldamento è facile possa aumentare. Sul versante dell’offerta, invece, la disponibilità della materia prima tende a risentire di tensioni geopolitiche o difficoltà negli approvvigionamenti.

Questi fattori contribuiscono direttamente a far oscillare le quotazioni e, per chi ha un contratto indicizzato al PSV, anche il costo della materia prima applicato in bolletta.

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