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Fuori l’inquietante video di “Along with Gold” dei Lasael

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Lasael declinano la loro estetica in un inquietante videoclip girato in Bosnia-Erzegovina dallo stesso cantante Jesse Perret

Freschi dell’ottima accoglienza riservata all’uscita dell’ultimo singolo Along With Gold, entrato nelle playlist editoriali Spotify New Music Friday Italia e Rock Italia, i Lasael declinano la loro estetica in un inquietante videoclip girato in Bosnia-Erzegovina dallo stesso cantante Jesse Perret (successivamente montato da Luca Brunelli, anche alla batteria e sintetizzatori), che amplifica la potenza evocativa del brano.

Forti di una produzione meticolosa e appassionata di Xabier Iriondo (che ha seguito personalmente anche le registrazioni e il mix, assieme alla band stessa e al fidato Fabio Intraina), di una sezione ritmica marziale che sostiene chitarre abrasive e decadenti, di un cantato magnetico e disperato del frontman Jesse Perret, i Lasael catturano l’ascoltatore sin dalla prima nota, capaci di creare mondi sonori e visivi che richiamano per certi versi l’immaginario di Nick Cave, rielaborato e metabolizzato dalle proprie esperienze di vita in mantra spirituali.

I Lasael con la loro musica costruiscono un viaggio dell’eroe interiore, in cui il dolore e la sofferenza sono l’unica strada per rinascere spiritualmente. “Il videoclip è stato girato in Bosnia-Erzegovina, nei pressi di Foča, tra le acque immobili del lago e le profondità selvagge del bosco della Sutjeska. Il lago, immenso, perfettamente piatto e completamente deserto, assume nelle immagini la dimensione di un luogo fuori dal tempo: una superficie scura e silenziosa che sembra quasi essere stata scavata nella terra da una presenza sconosciuta, come una soglia verso un’altra dimensione.

Al centro del video compare il Memoriale della Battaglia della Sutjeska di Tjentište, l’enigmatica e aliena opera di Miodrag Živković. Le sue forme monumentali e spigolose sembrano aprire un varco nella montagna e nel buio , trasformando il memoriale in una sorta di portale rituale, un limbo , sospeso tra il mondo dei vivi e quello della memoria. Un’architettura nata per commemorare i morti che, immersa nella vegetazione e nella solitudine del paesaggio, assume un carattere quasi sacrale e inquietante.

La natura stessa delle riprese finì per alimentare questa atmosfera: durante la realizzazione del video, la polizia intervenne arrivando a sospettare che stessi compiendo rituali di stregoneria e tentando quasi di arrestarmi. Un episodio paradossale che, involontariamente, sembra aver confermato lo spirito del progetto: la ricerca di un luogo liminale, dove il confine tra paesaggio, memoria, mito e dimensione occulta diventa estremamente sottile.” 

(Jesse Perret)

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