Carburanti, oltre 10 mila distributori hanno aderito al price cap. I dati aggiornati del Mimit: benzina sotto 2 euro/litro e gasolio sotto i 2.20 nel 52% dei punti vendita nazionali
Oltre 10mila distributori hanno aderito al price cap sui carburanti, più di un punto vendita su due: nel dettaglio,il 51,7% degli impianti pratica un prezzo della benzina inferiore a 2 euro al litro e il 52,2% del gasolio sotto i 2,20 euro. Lo rende noto il Mimit, sulla base degli ultimi dati comunicati all’Osservatorio prezzi carburanti, aggiornati alle ore 8.00 di oggi, sabato 3 ottobre.
“Un riscontro di gran lunga superiore alle previsioni: in pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale”, commenta il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Un risultato significativo, che conferma la validità di un modello di responsabilità sociale che può rappresentare un esempio anche in Europa”.
In termini assoluti, sono 10.413 gli impianti con la benzina sotto i 2 euro al litro, su 20.141 rilevati, e 10.519 quelli con il gasolio sotto i 2,20 euro, su 20.147.
Il price cap, introdotto inizialmente da Eni accogliendo l’appello del Governo, ha poi visto l’adesione di IP-Socar, Q8 e Tamoil, estendendosi rapidamente sulla rete nazionale e contribuendo a ridurre il prezzo medio, che oggi sulla rete stradale è sceso a 2,052 euro al litro per la benzina e a 2,247 euro per il gasolio.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

