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Omaggi di fine anno ai clienti: la soglia dei 50 euro che conviene conoscere prima di ordinare

Tra deducibilità, IVA e fasce di destinatari, la scelta del regalo aziendale è anche una questione di bilancio. E ottobre è il momento giusto per impostarla

Ogni autunno, nelle aziende italiane, si ripete la stessa scena: a fine novembre qualcuno si accorge che vanno scelti i regali per clienti e fornitori, e si corre. Si ordina in fretta, spesso lo stesso oggetto per tutti, senza chiedersi come quella spesa finirà in contabilità. Eppure c’è un dettaglio che cambia il modo di impostare il budget: la soglia dei 50 euro.

Che cosa prevede la regola

Per i beni distribuiti gratuitamente ai clienti, la normativa fiscale distingue in base al valore unitario. Gli omaggi che non superano i 50 euro a pezzo sono deducibili per intero dal reddito d’impresa, e l’IVA pagata all’acquisto si può detrarre. Oltre quella cifra si entra nelle spese di rappresentanza: la deducibilità è soggetta a limiti calcolati sui ricavi, e l’IVA non si recupera.

In pratica, a parità di budget complessivo, il modo in cui la spesa si distribuisce tra i destinatari incide sul costo reale per l’azienda. Le regole fiscali possono essere aggiornate e ogni impresa ha la sua situazione: prima di decidere, il passaggio con il commercialista resta indispensabile.

Dal “regalo unico” alle fasce di destinatari

Il primo effetto pratico di questa soglia è spingere verso una scelta più ragionata. Invece di un unico omaggio uguale per tutti, molte aziende dividono i destinatari in fasce.

Il valore unitario, attenzione, comprende anche la personalizzazione. Una penna di buona fattura, un’agenda, una borraccia termica o un power bank con logo possono stare comodamente sotto i 50 euro anche con stampa o incisione. Un set regalo composto da più articoli può invece superarli senza che ce se ne accorga. Per confrontare prezzi unitari, quantità minime e costi di personalizzazione si può consultare un catalogo di gadget personalizzati per aziende sul sito gadgetoo.com, così da costruire le fasce con numeri alla mano.

Clienti e dipendenti: due regole diverse

C’è un errore frequente: mettere nello stesso calderone i regali ai clienti e quelli al personale. Gli omaggi ai dipendenti seguono regole proprie, sia per l’azienda sia per chi li riceve, legate alla disciplina dei benefit aziendali. Se si pianifica un ordine unico per entrambi, conviene tenerne traccia separata fin dall’inizio.

Perché decidere a ottobre

Pianificare con anticipo ha vantaggi pratici, oltre che fiscali. La personalizzazione richiede tempi di produzione, e a dicembre i fornitori lavorano a pieno ritmo. Chi decide a ottobre ha più scelta, può chiedere campioni, verificare la resa del logo sui materiali e confrontare preventivi senza l’ansia della consegna. Inoltre, fatture e documenti di consegna arrivano ordinati in tempo per la chiusura dell’esercizio.

Conviene conservare un elenco dei destinatari con l’oggetto assegnato e il relativo valore unitario. È un lavoro di poche ore, che però rende la spesa chiara e facilmente documentabile.

Un regalo che parla di metodo

Un omaggio ben scelto racconta qualcosa dell’azienda che lo invia: attenzione, cura, capacità di organizzarsi. Trattarlo come una voce di bilancio da pianificare, e non come una corsa dell’ultimo minuto, non toglie nulla al gesto. Lo rende semplicemente più sostenibile, anno dopo anno.

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