Bioreattori: nasce Thewaico, la piattaforma italiana per lo scale-up del biomanufacturing con sedi a Rovereto, Mantova e Emeryville
“Thewaico nasce per affrontare una delle criticità più persistenti e costose del biomanufacturing: processi che funzionano in modo affidabile su scala di laboratorio ma che perdono efficacia quando vengono trasferiti a volumi produttivi. Una criticità dovuta, in larga parte, al fatto che software e hardware tradizionali non sono stati progettati per accompagnare il processo lungo un percorso continuo e coerente di scale-up”, ha commentato Matteo Brognoli, co-fondatore e CEO di Thewaico.
Secondo un’analisi di Boston Consulting Group e Synonym (oggi Roeblin), negli ultimi 15 anni il settore della biologia sintetica avrebbe registrato infatti una perdita tra gli 8 e i 12 miliardi di dollari di capitale, con una quota rilevante riconducibile proprio alla difficoltà di trasformare risultati validati in laboratorio in processi produttivi sostenibili e industrializzabili.
Parallelamente, la crescita delle nuove applicazioni del biomanufacturing sta generando una domanda sempre maggiore di capacità produttiva. Un’analisi di Innovation Endeavors stima l’attuale capacità globale operativa dei bioreattori in circa 61 milioni di litri, dei quali solo 10 milioni risultano disponibili, a fronte di una domanda potenziale che, per le sole applicazioni emergenti nel settore alimentare, potrebbe raggiungere i 10 miliardi di litri entro il 2030.
Una piattaforma, tre sedi, un mercato globale
La nascita di Thewaico si inserisce nel più ampio percorso europeo di rafforzamento del settore: la proposta della Commissione Europea per uno European Biotech Act, presentata nel 2025, punta infatti a consolidare l’ecosistema europeo delle biotecnologie e della biomanifattura e a trasformare l’eccellenza scientifica in capacità industriale.
La stessa struttura aziendale riflette fin dall’inizio una precisa vocazione internazionale, costruita attorno a tre sedi con funzioni complementari:
- Rovereto è il quartier generale dell’azienda e il centro della componente produttiva. È qui che Thewaico porta avanti lo sviluppo industriale delle proprie tecnologie.
- Mantova ospita invece il centro di Ricerca e Sviluppo, con oltre 2.000 metri quadrati dedicati alla progettazione, sperimentazione e integrazione tra bioreattori, automazione, software e intelligenza artificiale. È il luogo in cui le tecnologie vengono sviluppate e testate prima di essere portate verso applicazioni industriali.
- Dal 2026, infine, Thewaico è presente nella Bay Area, a Emeryville-San Francisco, con uffici, magazzino, laboratori, show room e area collaudi, pensati per mantenere un contatto diretto con uno dei principali ecosistemi mondiali per biotech e life sciences. La presenza negli Stati Uniti consente all’azienda di sviluppare, validare e presentare le proprie tecnologie a startup, aziende biotech e centri di ricerca americani, portando sul mercato internazionale un modello sviluppato in Italia.
“Rovereto, Mantova e Emeryville-San Francisco non sono tre semplici indirizzi, ma tre pezzi dello stesso progetto – ha spiegato Tanya Lytvynenko, co-fondatrice di Thewaico –. Rovereto rappresenta il nostro radicamento industriale e produttivo, Mantova è il luogo in cui ricerca e sviluppo diventano tecnologia concreta, mentre Emeryville ci permette di essere fisicamente dentro uno degli ecosistemi biotech più dinamici al mondo. Vogliamo costruire una realtà internazionale senza perdere il legame con i territori da cui siamo partiti”.
Prima di Thewaico Brognoli aveva co-fondato, sempre a Mantova, un’azienda attiva nello sviluppo di fermentatori e bioreattori per pharma, biotecnologie, food, agritech, cosmetica, biomateriali e biocarburanti, arrivata a una presenza internazionale in oltre 40 Paesi e alla vendita a una multinazionale.

