Il governo blocca gli sfratti fino al 2030
Il governo spagnolo ha approvato due decreti per affrontare la crisi abitativa. Il primo proroga di due anni i contratti di affitto in scadenza prima della fine del 2028, sospende fino al 2030 gli sfratti per le persone vulnerabili e introduce nuove regole per gli affitti brevi, oltre a limitare fino al 2028 l’acquisto di abitazioni da parte dei fondi d’investimento.
Il secondo prevede il rinnovo automatico dei contratti di affitto, con aumenti regolati dalla legge. Le misure dovranno ora essere convalidate dal Congresso.
Il caso di Maricarmen Abascal
Migliaia di manifestanti avevano occupato Puerta del Sol, nota piazza di Madrid, con un accampamento di circa 200 tende per protestare contro lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87enne costretta a lasciare l’appartamento in cui viveva da oltre 70 anni. La donna, che aveva sempre pagato regolarmente l’affitto, è stata sfrattata dopo una lunga disputa con la proprietaria dell’immobile.
Riconosciuta invalida al 50%, era stata portata via in barella. Pagava meno di 500 euro al mese con una pensione di 1.300 euro, ma Urbagestión, società attiva nella gestione e compravendita immobiliare, ha portato il canone a 1.600 euro. I manifestanti chievano al governo spagnolo misure urgenti contro la crisi abitativa, per impedire sfratti di questo tipo. Negli ultimi anni, nelle città spagnole, i prezzi delle case e degli affitti sono aumentati notevolmente, diventando spesso insostenibili per giovani e inquilini di lungo corso.
Intanto, i legali e familiari di Maricarmen hanno raggiunto un accordo preliminare con i proprietari dell’immobile per permettere alla donna di tornare a vivere nella sua abitazione nel quartiere Retiro. Il nuovo contratto durerà otto anni, con un canone non superiore al 30% dei suoi redditi netti, circa 500 euro al mese. L’intesa, raggiunta con la mediazione dell’azienda municipale per la casa, dovrà ora essere accettata e firmata da Maricarmen, attualmente ricoverata in ospedale.

