“Politicamente non ho dubbi, il più pericoloso è Tajani. È come le acque torbide, sembrano tranquille e poi ti portano nei profondi”. Con queste parole Francesca Pascale è intervenuta su Just Chatting
“Politicamente non ho dubbi, il più pericoloso è Tajani. È come le acque torbide, sembrano tranquille e poi ti portano nei profondi”. Con queste parole Francesca Pascale è intervenuta su Just Chatting, il nuovo format di alanews. Durante una lunga chiacchierata con Martina La Forgia e Carmela Cassese, Pascale ha risposto così alla domanda su chi sia, politicamente, il profilo più pericoloso tra il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, e il generale Roberto Vannacci. “Vannacci è chiaro, nitido, non ha ombre. Che piaccia o no, è un prodotto che non si nasconde dietro un dito. Tajani invece vuole dare l’impressione del padre nobile, del democristiano rassicurante, ma non lo è affatto”.
Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, da tempo si è fatta portavoce di un’insoddisfazione riguardo all’attuale governance forzista, un sentimento crescente tanto da inglobare, oramai, esponenti di spicco come Ronzulli e Zangrillo: “Tajani comanda, non governa, e io ho bisogno di essere ispirata e guidata, non comandata. Il mio sogno personale è quello di far rinascere Forza Italia, per riuscirci basterebbe davvero poco”. Per lei la strada passa da un passo indietro dell’attuale gruppo dirigente: “Servirebbe un atto di responsabilità da parte di Tajani e dei suoi uomini, prendendo atto dell’insuccesso elettorale e facendo un passo di lato, così da lasciare spazio a nuove leve e ricostruire un partito forte e credibile”.
Sul fenomeno Vannacci e sul consenso che il generale raccoglie, la sua lettura è meno scontata di quanto ci si aspetterebbe: “Io non credo che lui la pensi davvero così. Ha fatto una carriera importante e ha un curriculum di tutto rispetto: non può avere davvero quel tipo di pensiero nella vita reale”. Per lei Vannacci è “oltre che intelligente, un furbacchione. Parla alla pancia della gente e intercetta gli scontenti”. La sua previsione è netta: “Non credo che il suo consenso durerà a lungo, quando il successo è troppo veloce, altrettanto rapida sarà la discesa”.
Inattesa l’apertura verso la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Devo ammetterlo, non avrei mai immaginato che in questa coalizione avrei guardato con rispetto a un partito così di destra. Mi fido di lei: mi piace molto ed è qualcosa che non avrei mai creduto di dire, considerando che non l’ho mai votata, anzi”. Poi la stoccata, ancora una volta rivolta al segretario azzurro: “Nei fatti la Meloni risponde, prima di tutto perché porta i pantaloni meglio di Tajani. Penso che le persone di buon senso che vogliono votare a destra votino Giorgia Meloni”.
Sul dibattito legato al linguaggio pubblico sulle donne, Pascale non risparmia nemmeno Silvio Berlusconi: “Le battute che usava Berlusconi ieri, oggi sarebbero stridenti, perché c’è stata un’evoluzione del linguaggio ed è giusto che sia così. Berlusconi, con tutto il suo carisma e il suo potere, in quel caso ha sbagliato, e nemmeno a lui sono stati perdonati quel sistema, quel linguaggio e quel modo di ragionare”. In Marina Berlusconi vede invece “un’erede morale, una portatrice autentica dei valori del papà”. Da qui l’appello alla premier sui diritti civili: “A Giorgia Meloni direi di guardare la società civile che è molto più avanti della paura che forse ha la sua coalizione nell’affrontare i diritti umani e civili. Questo significa rispettare la libertà e l’individualità di ciascuno”.
In chiusura, Pascale ha raccontato le origini del proprio impegno, nate lontano dai palazzi: “Ho iniziato a fare politica tra le mura domestiche, ribellandomi al patriarcato che vivevo in casa. L’istinto della ribellione mi ha portata alla militanza”. È un percorso costruito attorno a un’idea precisa di libertà: “Sono diventata la donna che volevo essere perché desideravo prima di tutto essere libera: non volevo fare la fine di mia madre, una donna stupenda imprigionata tra le braccia di un uomo che amava tantissimo e che l’ha ricambiata male, soprattutto con la violenza. Ho puntato tutto sul non vivere in quel modo”. Infine: “Se non avessi incontrato Silvio Berlusconi? Sarebbe stata diversa la mia vita, ma non lo sarebbero state le mie scelte da donna libera. Avrei abbracciato comunque la politica, ma forse avrei fatto l’archeologa”.

