Il Ministro degli Esteri aveva detto che “non è stato condannato l’Egitto, ma tre persone”
Scoppia la polemica politica per le parole pronunciate da Antonio Tajani dopo la sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni.
“La sentenza della Corte d’Assise di Roma ha stabilito la colpevolezza di tre agenti dei servizi segreti, del sistema di sicurezza egiziano. Quando ci sarà una condanna formale dell’Egitto prenderemo misure di conseguenza” ha dichiarato il ministro degli Esteri.
“Sono stupito dalle polemiche. Mi sono limitato a fotografare la sentenza di ieri. E proprio perché è una sentenza limitata, perché non è una sentenza che ci dice chi sono gli assassini di Regeni, noi vogliamo che si faccia piena luce su questo. Non abbiamo mai mollato. “Non è stato condannato l’Egitto, ma tre persone”.
“Vale più l’azione diplomatica che il clamore, perché noi non abbiamo mai rinunciato a insistere con le autorità egiziane in ogni incontro su quello che per noi è fondamentale: scoprire la verità, scoprire chi sono gli assassini di Regeni”, prosegue Tajani.
Il commento di Schlein e Fratoiannni
“Tajani ha perso un’altra occasione per tacere ed evitare imbarazzo al Paese. Dimostra di non aver capito niente della sentenza di ieri, che condanna per il sequestro e la tortura di Giulio Regeni tre componenti dell’apparato di sicurezza del regime egiziano – prosegue -. Le parole di Tajani sono molto gravi perché arrivano proprio quando la giustizia ha compiuto un importante passo avanti dopo dieci anni di tenace battaglia per la verità da parte della famiglia Regeni.”
Le fa eco Nicola Fratoiannni: “Il ministro Tajani ha perso definitivamente il controllo. Non hanno il coraggio di guardare in faccia la verità, preferiscono fare figuracce pur di non disturbare in alcun modo il potente faraone d’Egitto e chi fa affari con lui. Se ne devono andare al più presto dal governo del Paese”.

