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Terremoto in Premier: Manchester City giudicato colpevole di aver violato114 norme finanziarie

Due contendenti inglesi al tetto d’Europa: sabato la finalissima di Champions League tra Manchester City e Chelsea

Dopo 4 anni di indagini, il Manchester City è stato giudicato colpevole di aver violato114 norme finanziarie del campionato inglese. Rischia anche la retrocessione

“La sentenza più importante della storia del calcio”, la definiscono i giornali inglesi. Attesa, temuta, ma ancora sospesa. Il Manchester City è stato dichiarato colpevole di 114 delle 115 violazioni finanziarie contestategli dalla Premier League, da una commissione indipendente che ha indagato per oltre quattro anni. Le sanzioni possibili sono dirompenti: si va dalla semplice multa alla penalizzazione di punti in classifica (anche retroattiva) fino nello scenario più estremo, l’esclusione dal campionato, una retrocessione e l’azzeramento dei titoli conquistati negli ultimi anni. Il club potrà ovviamente presentare ricorso.

Il procedimento si riferisce a presunte violazioni commesse tra il 2009 e il 2018, un decennio che coincide con l’ascesa del club dopo l’acquisizione, nel 2008, da parte dell’Abu Dhabi United Group dello sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan. In quel periodo il City ha conquistato nove trofei, tra cui tre titoli di Premier, di cui uno anche con Mancini in panchina.

Nel merito, le contestazioni riguardano la mancata fornitura di informazioni finanziarie accurate e di dettagli sugli stipendi di giocatori e allenatori, insieme alla violazione delle regole di redditività e sostenibilità della Premier League e di quelle sul fair play finanziario stabilite dalla UEFA. A questo si aggiunge l’accusa di mancata cooperazione con la lega durante l’indagine condotta tra il 2018 e il 2023.

Dal Guardian al Telegraph, dalla stampa progressista a quella più conservatrice, non c’è un solo editoriale che provi a disinnescare la portata della sentenza. Oliver Brown – la firma più conservatrice del conservatore Telegraph – scrive che Il Manchester City “deve essere retrocesso nelle divisioni inferiori” con la “cancellazione dai record e dei trofei vinti durante quel periodo”.

Ancora più affilato il commento di Barney Ronay sul Guardian, che parla di “era dell’asterisco”: “Ormai tutto è macchiato“, scrive. “Rovesciate i tavoli, spargete le monete d’oro. Buttate le vostre medaglie nella spazzatura. Le avete vinte barando. Tutto sembra strano, sinistro, freddo, sciatto, ma anche assolutamente assurdo”.

Ma “questa è una buona giornata per il calcio. E anche una buona giornata, incredibilmente, per il mondo”. Perché “nell’era del dispotismo, delle infinite chiacchiere sul declino dell’ordine internazionale basato sulle regole, qualsiasi tribunale che dichiari un fondo finanziato da una delle famiglie regnanti degli Emirati Arabi Uniti colpevole di violazioni di regolamenti sportivi minori ma comunque vitali, meriterebbe una statua davanti alla Royal Courts of Justice”.

“In attesa di una sanzione adeguata, l’intero caso evidenzia la sacralità fondamentale dello stato di diritto, l’applicazione delle stesse regole a tutti indipendentemente dallo status, un piccolo ma significativo rifiuto dell’idea che la ricchezza e il peso politico possano sopraffare la regolamentazione e le procedure”.

“Probabilmente chiunque abbia sottoscritto un abbonamento a Sky Sports in quel periodo ora ha un motivo valido per intentare una causa contro il City. Il fatto è che le regole contano, anche se pensi che non dovrebbero esistere. Contano perché altre squadre le rispettavano. Altre squadre non hanno comprato giocatori, perso aste, perso partite e titoli di campionato per un soffio”, in quel periodo.

“Il City ha continuato a spendere senza limiti, a vincere trofei nell’ombra, in un ambiente in cui sono in gioco ben più che semplici risultati e titoli. Il calcio è un gioco a somma zero. Quando si imbroglia, si tolgono soldi e opportunità dalle tasche degli altri. Per non parlare di gloria, felicità, opportunità di vita, cose per cui le persone lavorano e si impegnano duramente per tutta la vita. Al loro posto, tu introduci fallimento, dubbio, regressione di carriera, traslochi, cambi di lavoro, rottura dei rapporti, perdita di contatti, tutto basato su risultati falsificati in un campo sportivo, tutto basato sull’imbroglio.

Il Guardian fa anche l’elenco provocatorio delle squadre che avrebbero potuto vincere il campionato in quegli anni, al posto del City: “Manchester United, Liverpool, Manchester United, Liverpool, Manchester United, Liverpool, Arsenal“. Forse questi club prenderanno persino in considerazione l’idea di citare in giudizio il City per un risarcimento. La Premier League potrebbe prevenire tutto ciò revocando i titoli e riassegnando la gloria. Sembra comunque un eccesso di asterischi. Ma questo è ciò che accade quando si imbroglia. Si rovina l’esperienza per tutti”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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