Dopo il “grande freddo” con Francesco si apre una fase diversa nei rapporti tra la Francia e il Vaticano. Papa Leone accolto come Jay-Z
“Leone XIV ha riempito lo Stade de France più velocemente di Jul”, dice Cécile, 18 anni, studentessa all’Università cattolica di Parigi. Ottantamila biglietti venduti in meno di un’ora. E un sospiro tra mille, quello di Cécile appena arrivata a Saint-Denis, sussurrato a un inviato di ‘Le Monde’. Il papa meglio di un rapper marsigliese e non solo, si lancia il quotidiano parigino: più atteso di Celine Dion, con i suoi concerti “sold out”, o di Jay-Z, un’altra star americana che infiamma i giovani. Proprio come Leone. Basta guardare le foto dell’arrivo in papamobile a Saint-Denis. Ci sono già stati i discorsi all’Eliseo, nella sede dell’Unesco, la veglia nella cattedrale di Notre-Dame. È già sera: la mozzetta rossa e la stola d’oro di Leone XIV brillano in un mare di mani protese.
Quelle foto dicono della prima giornata parigina di un papa da 18 anni: Francesco non aveva accettato l’invito e l’ultima visita era stata quella di Benedetto XVI, nel 2008. È un momento storico, anche secondo la tv di Stato francese, che ha dedicato a Leone dirette praticamente ininterrotte. Ottantamila giovani per la veglia di preghiera a Saint-Denis, 300mila lungo il percorso tra la sede dell’Unesco e Notre-Dame, il doppio attesi oggi per la messa in Place de la Concorde, al via alle 13, nuova tappa parigina prima di Lourdes e Metz.
I numeri, però, non dicono tutto. All’Eliseo erano tutti in piedi. Due minuti di applausi alla fine del discorso di Leone. Anche Emmanuel Macron, il presidente francese, gli prende le mani per ringraziare. Appare emozionato. Ha desiderato una visita che Francesco non gli aveva concesso: neanche nel dicembre 2024, in occasione della riapertura di Notre-Dame restaurata dopo l’incendio, quando a Parigi era arrivato pure Donald Trump.
Ora sembra essersi aperta una fase diversa nei rapporti tra la Francia e il Vaticano. A differenza di François Hollande o François Mitterrand, che mantenevano le distanze da tradizioni ritenute superate, Macron ha preso molto sul serio il titolo onorifico di “canonico di San Giovanni in Laterano”, ricevuto subito dopo la sua prima elezione, nel 2018. Risale a quell’anno anche un discorso che il presidente tenne alla comunità francese in Vaticano, dopo essere stato ricevuto in udienza da Francesco. Macron aveva parlato di “une série de tensions fécondes, d’un dialogue libre, franc et d’une amitié profonde”: “una serie di tensioni feconde, un dialogo libero e franco e una profonda amicizia”. Era stato richiamato il confronto tra tradizione e modernità, religione e “laicité”, pur nella ricerca costante di un dialogo necessario e importante.
Quelle tensioni erano poi riemerse. Sul tema della laicità della scuola e durante il viaggio che Francesco volle fare in Francia, ma non a Parigi: scelse Marsiglia, città di migranti, in occasione delle “Rencontres Méditerranéennes”. All’appello del papa contro i respingimenti in mare e le propagande allarmistiche, Macron aveva risposto: “La Francia non ha nulla di cui vergognarsi, è un Paese di accoglienza e di integrazione”.
Diverse le parole scelte invece ieri. “È per la Repubblica francese un grande onore e anche una grande gioia accogliervi oggi sul nostro territorio”, ha esordito il presidente all’Eliseo. E ha parlato della “speranza” suscitata dalla visita in molti francesi, davanti alle sofferenze e alle crisi del mondo. Macron ha insistito sul ruolo della Francia per la pace, il multilateralismo e il rispetto del diritto internazionale. Leone XIV ha raccolto il tema, invitando la Francia a rimanere “un artisan infatigable de paix et de multilatéralisme”, in particolare “au sein de notre chère Europe”: un’infaticabile artefice di pace e multilateralismo, soprattutto “nella nostra cara Europa”.
Non significa che le distanze siano scomparse. Sui temi etici, Leone ha criticato la maternità surrogata o “l’offerta di una morte programmata”, un riferimento al diritto all’aborto e al suicidio assistito legalizzati in Francia. Ma il tono del confronto sembra cambiato: dalle tensioni sui dossier più controversi alla ricerca di un terreno comune su pace, multilateralismo e ruolo dell’Europa. Sintetizza il quotidiano ‘Le Figaro’: “Caloroso e sorridente con i fedeli accorsi ad accoglierlo, il papa si è mostrato fermo con Macron sulla ‘protezione del diritto alla vita’ e sul ruolo fondamentale dei cattolici nella società”. Già nelle settimane scorse, d’altra parte, altre fonti francesi avevano riferito che il Vaticano aveva declinato l’invito di Macron a un incontro privato: motivato con difficoltà legate al programma, l’intento sarebbe stato evitare una caratterizzazione troppo politica e mantenere il carattere ecclesiale e apostolico della visita. Dopo Notre-Dame, allora, il papa si è diretto allo stadio. “Merci pour votre courage, pour votre présence”, ha esordito Leone, parlando ai giovani nella loro lingua: “Vous êtes les saints de France”. Stamane ‘Radio France Internationale’ rilancia un’intervista ad Anisha Jo, star franco-malgascia, che ha cantato prima dell’arrivo del papa: “Metto la mia voce”, ha detto, “al servizio della speranza”. Ecco, una parola di Leone, ripresa da Macron, dopo il gelo con Francesco: “La sua visita ci porta speranza”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

