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Il ricorso di Ranucci contro la Rai passa alla giudice del caso Almasri

ranucci lavitola

Rai-Ranucci, il ricorso passa alla giudice del caso Almasri che indagò esponenti dell’esecutivo. Gasparri: “Sospetto uso politico della giustizia”

SIGFRIDO RANUCCI, GIORNALISTA REPORT

La battaglia legale e politica sul futuro di Report si arricchisce di un capitolo destinato a far discutere. A decidere sul ricorso d’urgenza presentato da Sigfrido Ranucci contro la Rai sarà la giudice Donatella Casari, recentemente nominata alla guida della sezione Lavoro del Tribunale di Roma. Il nome del magistrato è già noto alle cronache politiche per aver fatto parte del Tribunale dei Ministri che chiese l’autorizzazione a procedere nei confronti dei vertici del governo per la vicenda del cittadino libico Almasri.

LA RIVELAZIONE E IL NODO DELL’ASSEGNAZIONE

Come ricostruito da Il Giornale e La Verità, lo scorso 11 settembre il plenum del Csm ha disposto la nomina di Donatella Casari a presidente della sezione Lavoro del Tribunale capitolino. Appena quattro giorni dopo, il 15 settembre, i legali del conduttore hanno depositato il ricorso d’urgenza per chiedere la reintegrazione immediata alla guida della trasmissione.

Trattandosi di una procedura cautelare, la gestione del fascicolo è stata presa in carico direttamente dalla neo-presidente della sezione, che ora dovrà pronunciarsi sulla richiesta di sospensione del provvedimento aziendale.

GASPARRI: “INQUIETANTE, NON FINISCA IN UN NUOVO CASO POLITICO”

L’intreccio tra i due procedimenti ha suscitato l’immediata reazione del centrodestra. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato e componente della Vigilanza Rai, ha contestato apertamente la situazione:

“Inquietante ma, purtroppo, non sorprendente quanto leggiamo sul ‘Giornale’ e sulla ‘Verità’. Come è noto, e come è suo diritto, Sigfrido Ranucci ha fatto ricorso alla magistratura per continuare a dominare lo spazio di Report, nonostante cronache quotidiane che mettono in palese difficoltà la sua reputazione. Sarà certo un caso, ma la vicenda è finita nelle mani del magistrato Donatella Casari, da poco approdata nei ranghi della magistratura del lavoro nel ruolo di presidente della sezione di Roma. In passato la Casari, nelle sue precedenti funzioni, ha fatto parte del Tribunale dei ministri, che per il caso Almasri si scagliò contro i vertici del governo di centrodestra, chiedendo di procedere contro Mantovano, Piantedosi e Nordio“.

Gasparri ha poi proseguito ventilando l’ipotesi di un passo indietro dell’organo giudicante:

“Ci diranno che è un caso. Che non c’è nulla di preordinato. Ma nessuno ci può vietare di pensar male o di aver qualche pregiudizio… almeno questo è un nostro diritto. Casomai tra qualche giorno avremo una sorpresa. Con la conferma della validità delle decisioni della Rai nei confronti di Ranucci, al quale propone alternative professionali secondo le regole. Oppure con una rinuncia da parte di un magistrato che è stata al centro di forti polemiche. Lo scandalo Ranucci-Lavitola-Report non può finire tra i sospetti di un nuovo caso di uso politico della giustizia”.

IL RICORSO E LE POSIZIONI DELLA RAI

Nel merito della controversia, la difesa di Ranucci ha depositato una memoria di 41 pagine sostenendo la tesi della “discriminazione politica” e denunciando un presunto demansionamento. Da parte sua, Viale Mazzini rivendica la piena legittimità delle proprie scelte organizzative ed editoriali, ricordando di aver proposto tre opzioni lavorative al giornalista (Tg3, RaiNews24 o la corrispondenza dal Cairo) e concedendo un’ulteriore proroga di 15 giorni per la decisione.

Durante la prima udienza, i legali del conduttore hanno accennato alla possibilità di una mediazione — non presa in considerazione dall’azienda — per un rientro come co-conduttore al fianco di Claudia Di Pasquale. Il giudice si è riservato la decisione, fissando al 30 settembre il termine ultimo per l’invio delle note conclusive delle parti.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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