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Cosa chiedono i docenti all’intelligenza artificiale? Un aiuto per test e verifiche

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Mentre gli studenti sono ormai rientrati in classe, lontana dai riflettori c’è una montagna di lavoro invisibile che i docenti portano avanti ogni giorno, tra lezioni da organizzare, materiali e verifiche da creare

L’inizio dell’anno scolastico porta con sé molti preparativi come il controllo di programmi, preparazione delle lezioni e primi esercizi per le classi, un lavoro invisibile che avviene lontano dagli studenti. Questa preparazione, per il 25% dei docenti, coinvolge sempre più l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, adottata in autonomia e quasi sempre senza formazione strutturata.

Per capire come e per che cosa gli insegnanti usano davvero l’AI, AIDAPT, startup italiana specializzata nella creazione di Agenti AI per le aziende e pubbliche amministrazioni, ha condotto un rilevamento durante tutto lo scorso anno scolastico in collaborazione con Sanoma, analizzando le conversazioni di più di 5000 insegnanti italiani con un assistente AI verticale per la didattica per un totale di circa 77 mila messaggi. A partire da richieste come “crea lezione di ripasso sui numeri” e “prepara una lezione di storia per alunni di prima media”, la risposta è meno futuristica di quanto si pensi e molto più simile a una to-do list:

“Quando si parla di intelligenza artificiale e scuola si finisce sempre per discutere di compiti copiati. Questi dati raccontano un’altra cosa: la tecnologia sta entrando dal lato del lavoro di preparazione, dove alleggerisce la parte più ripetitiva e restituisce tempo da spendere in classe con i ragazzi. È il modo migliore in cui potesse arrivare, perché non tocca la relazione educativa, la protegge”, spiega Francesco Alborino, founder di AIDAPT.

L’utilizzo durante la settimana varia però tra weekend e giorni feriali. A differenza di ciò che si può credere, una conversazione su cinque viene aperta nel weekend mentre durante gli altri giorni l’assistente AI viene utilizzato di più nel pomeriggio con il 47% delle richieste oltre l’orario delle lezioni con l’ora di punta alle 16 e il 10% delle richieste addirittura dopo le venti.

“Conoscere quali siano le aspettative dei docenti nei confronti dell’AI, come vi interagiscono e quali priorità hanno nella gestione della settimana è fondamentale per noi. È solo grazie a queste informazioni che possiamo sviluppare strumenti capaci di affiancare e potenziare il loro lavoro, valorizzando ancora di più il ruolo centrale che gli insegnanti hanno nella didattica.” aggiunge Monica Pedralli, Innovation & Learning Strategies Lead, Sanoma Italia.

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