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Premio Zeus 2026 ad Antonella Pautasso e Giuseppe Scardozzi

archeologia Tell el-Maskhuta

Antonella Pautasso e Giuseppe Scardozzi premiati per  l’eccellenza scientifica, l’impegno nella tutela del patrimonio culturale e il contributo alla ricerca archeologica in Italia e all’estero

La ricerca archeologica dll’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr è stata protagonista della XVIII edizione del  Premio Internazionale di Archeologia Città di Ugento (Le). Tra coloro che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento, figurano Antonella Pautasso e Giuseppe Scardozzi,  per  l’eccellenza scientifica, l’impegno nella tutela del patrimonio culturale e il contributo alla ricerca archeologica in Italia e all’estero.

Antonella Pautasso, direttrice della missione archologica italiana a Priniàs, sull’isola di Creta, ha ricevuto il premio nella categoria “Investimenti in ricerca – missioni all’estero”  con la seguente motivazione: questo sito “rappresenta una delle più longeve e significative esperienze della ricerca archeologica italiana nel Mediterraneo orientale, a partire dalle prime esplorazioni della fine dell’Ottocento Federico Halbherr e dagli scavi degli inizi del Novecento di Luigi Pernier, per giungere alle attività di Giovanni Rizza, che nel 1969 rilanciò in maniera sistematica le indagini sul sito attraverso una collaborazione tra l’Università di Catania e il Cnr, poi affiancati dalla Scuola Archeologica Italiana di Atene. L’importanza scientifica di Priniàs è legata soprattutto al fatto che il sito costituisce un osservatorio privilegiato per lo studio della transizione tra il mondo minoico-miceneo e la nascita della polis greca. Le evidenze architettoniche, urbanistiche e cultuali consentono infatti di analizzare i processi di formazione delle prime comunità urbane dell’Egeo e lo sviluppo dell’arte orientalizzante cretese: le scoperte di Priniàs, in particolare le sculture templari, sono argomento centrale nei manuali di archeologia di tutto il mondo come esempio cardine dell’arte dedalica. Accanto allo scavo tradizionale, vengono sviluppati progetti di documentazione digitale avanzata, studio dei materiali, archeometria e archeologia del paesaggio, volti non solo alla conservazione ma anche alla fruizione pubblica dei dati che vede il coinvolgimento delle comunità locali e l’attenzione alla fruibilità del sito da parte dei visitatori non specialisti in una forma di narrazione culturale”.

Il Premio “Sofia Codacci Pisanelli”, assegnato nella categoria “Promotore della tutela del patrimonio storico-archeologico”, è stato invece conferito a Giuseppe Scardozzi con la seguente motivazione:“La sua attività scientifica si concentra sulla topografia antica, la cartografia archeologica, l’archeologia del paesaggio e il telerilevamento applicato alla ricerca archeologica. Nel corso della sua carriera ha sviluppato metodologie innovative per lo studio e la ricostruzione dei paesaggi storici, coordinando numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, con particolare attenzione all’area mediterranea e all’Asia Minore. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, si distingue per un approccio interdisciplinare che integra archeologia, tecnologie digitali e analisi territoriale, contribuendo in modo significativo alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale”.

I due premi testimoniano il valore della ricerca archeologica italiana, capace di coniugare innovazione metodologica, studio del territorio, tutela del patrimonio e cooperazione internazionale.

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