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Consiglio dei Ministri: via libera al Decreto Scuola e scontro con l’Emilia-Romagna sul fine vita

Multa fino a 1.000 euro per il burqa a scuola e tetto del 30% per gli alunni stranieri

Si è riunito ieri a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri presieduto dalla Premier Giorgia Meloni. Una seduta intensa che ha visto all’ordine del giorno importanti novità sul fronte del sistema scolastico nazionale e uno snodo istituzionale sul tema dei diritti regionali e della tutela della salute.

Il “Decreto scuola”: tetto agli studenti stranieri e nuove regole

Il provvedimento principale approvato dall’esecutivo riguarda il mondo dell’istruzione. Il decreto-legge introdotto dal Governo mira a riorganizzare la gestione delle classi e favorire l’integrazione degli alunni non italiani, introducendo una soglia massima del 30% di studenti stranieri per classe.

Secondo quanto dichiarato dalla Presidenza del Consiglio, l’obiettivo della misura è evitare la formazione di “classi ghetto” e garantire una reale integrazione fondata sul rispetto delle regole e sull’apprendimento della lingua. Il testo approvato contiene inoltre stanziamenti per il sostegno scolastico e misure di supporto agli istituti con maggiori criticità d’integrazione.

Scontro istituzionale sul fine vita: impugnata la legge dell’Emilia-Romagna

Sul piano normativo e costituzionale, il CDM ha deliberato l’impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale della legge regionale sul fine vita approvata dall’Emilia-Romagna.

Secondo l’esecutivo, il provvedimento regionale invaderebbe la sfera di competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile e tutela della salute. La decisione ha subito riacceso il dibattito politico tra Governo e opposizioni, con la Regione che si è detta pronta a difendere la legittimità della propria norma davanti ai giudici della Consulta.

La legge dell’Emilia-Romagna mirava a stabilire tempi certi (massimo 42 giorni) e procedure definite all’interno delle ASL regionali per la valutazione delle richieste dei pazienti in possesso dei requisiti individuati dalla sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale (Caso Cappato/DJ Fabo). La parola passa ora alla Corte Costituzionale. Se la Consulta accoglierà il ricorso, la legge regionale verrà annullata; in caso contrario, l’iniziativa emiliana potrebbe fare da apripista per interventi analoghi in altre Regioni.

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