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Social freezing, dopo la Puglia anche la Toscana introduce il contributo economico

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La misura è destinata alle donne tra 25 e 39 anni, residenti in Toscana con un ISEE familiare non superiore a 30.000 euro

La Toscana è la seconda Regione italiana, dopo la Puglia, a introdurre un contributo economico per il “social freezing”, cioè la crioconservazione degli ovociti per fini personali e non medici.

Il sussidio, fino a 3.000 euro per persona, sarà finanziato con un totale di 550.000 euro fino al 2028. La misura è destinata alle donne tra 25 e 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno e con un ISEE familiare non superiore a 30.000 euro. In caso di domande superiori alle risorse disponibili, sarà data priorità alle richiedenti con ISEE più basso; a parità di ISEE, prevarrà la maggiore età.

Cos’è il social freezing?

È la crioconservazione preventiva degli ovociti (congelamento degli ovuli) a scopo non medico, ma personale e sociale. Permette alle donne di conservare le proprie cellule uovo quando la qualità e la quantità sono ottimali – in genere entro i 35 anni – per posticipare la maternità in un momento successivo.

In Puglia il contributo è già realtà

È la Puglia ad avere già trasformato il sostegno al social freezing in una misura concretamente accessibile. L’avviso attualmente gestito dalla Asl Bari prevede fino a 3mila euro per le donne che rispettano determinati requisiti. Tra questi ci sono l’età compresa tra 27 e 37 anni, la residenza continuativa in Puglia da almeno dodici mesi e un Isee non superiore a 30mila euro. Il contributo viene riconosciuto una sola volta e sulla base delle spese effettivamente sostenute e documentate. La possibilità di utilizzare il contributo non è  limitata necessariamente a una struttura della propria Regione: la procedura riguarda centri di procreazione medicalmente assistita autorizzati e presenti nel Registro nazionale.

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