
La scelta delle calzature è tra le più importanti per chi pratica equitazione. Non si tratta di una questione meramente estetica: parliamo di articoli tecnici, chiamati ad assicurare standard ottimali di comfort, protezione e stabilità durante l’uso.
Le soluzioni opzionabili sono molteplici: dai classici stivali da equitazione passando per gli stivaletti, fino a ghette e gambali. In questo articolo vi forniamo una mini-guida alla scelta, in relazione al tipo specifico di disciplina nonché ad altre peculiarità degne di nota.
L’importanza delle calzature per chi pratica equitazione
Le calzature da equitazione sono importanti perché hanno una funzione ben precisa: devono proteggere il piede e la gamba, garantire una buona stabilità nella staffa e accompagnare correttamente i movimenti durante la monta.
La comodità è un requisito imprescindibile, ma non basta, anche in relazione alla disciplina praticata.
Nel salto a ostacoli, ad esempio, si ricercano maggiore flessibilità nella zona della caviglia e una struttura adatta a una staffatura più corta; nel dressage, invece, sono più diffusi gli stivali alti e rigidi, pensati per favorire un assetto più stabile della gamba.
Stivali vs stivaletti
Gli stivali da equitazione sono calzature alte che coprono piede, caviglia e polpaccio, assicurando una protezione superiore della gamba.
Gli stivaletti, detti altresì paddock boots o Jodhpur, arrivano invece alla caviglia e denotano una struttura più compatta e flessibile. Possono essere utilizzati da soli oppure abbinati a ghette e gambali.
In sintesi, le differenze principali riguardano gli aspetti che seguono:
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tipo di protezione: lo stivale alto protegge anche il polpaccio, mentre lo stivaletto lascia scoperta la parte inferiore della gamba;
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livello di mobilità: lo stivaletto assicura generalmente una maggiore libertà di movimento della caviglia;
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comfort e praticità: gli stivaletti risultano più semplici da mettere e togliere, dimostrandosi versatili e funzionali per le attività quotidiane in maneggio;
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tipologia di disciplina: gli stivali alti possono presentare caratteristiche specifiche a seconda dell’attività praticata, risultando ad esempio più flessibili nel salto a ostacoli e più rigidi nel dressage.
Ghette e gambali: una valida alternativa alle calzature tradizionali
Una menzione particolare meritano ghette e gambali. Più che calzature, rappresentano accessori da abbinare agli stivaletti per proteggere la parte inferiore della gamba, così da offrire una sensazione più vicina a quella dello stivale alto. Non sono però esattamente la stessa cosa.
Le ghette sono generalmente più sottili e aderenti; vanno indossate sopra lo stivaletto, avvolgendo il polpaccio.
I gambali presentano invece una struttura più rigida, capace di offrire un sostegno ulteriore e di avvicinarsi maggiormente, nell’insieme, alla conformazione dello stivale alto.
Entrambe le soluzioni permettono comunque di conservare la maggiore libertà della caviglia tipica dello stivaletto, offrendo al tempo stesso l’opportuna protezione alla gamba durante la monta.
I fattori su cui impostare la scelta
Vediamo ora quali sono i fattori da considerare in via prioritaria nella scelta delle calzature da equitazione. Risultano trasversali rispetto alle tipologie analizzate in precedenza.
L’incidenza del meteo
Il meteo è un elemento che incide in maniera molto concreta, vediamo come:
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pioggia, fango e basse temperature: diventano importanti i parametri di impermeabilità e protezione;
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periodi più caldi: acquistano un peso maggiore leggerezza e traspirabilità.
In estate, ad esempio, la combinazione tra stivaletti e ghette si rivela mediamente più pratica rispetto allo stivale alto, anche perché permette di togliere facilmente le calzature una volta scesi da cavallo.
L’esperienza del cavaliere
Per chi è agli inizi può essere interessante orientarsi verso stivaletti abbinati a ghette o gambali: una soluzione pratica che assicura una buona libertà di movimento della caviglia.
Con il progredire della tecnica e la specializzazione in una determinata disciplina possono invece emergere esigenze più specifiche. Ad esempio, per chi si iscrive alle competizioni, esistono degli stivali tecnici.
La valutazione della taglia
Un aspetto particolarmente delicato – e su cui ci sarebbe moltissimo da dire – è la valutazione della taglia della calzatura da equitazione.
Un discorso che vale ancora di più quando si opta per uno stivale alto. In questo caso, infatti, insieme al numero di scarpa occorre considerare circonferenza e altezza del polpaccio, così da individuare una vestibilità adeguata.
È il motivo per cui, nelle schede dei rivenditori specializzati, le taglie degli stivali da equitazione vengono espresse con due valori: la prima cifra indica la circonferenza del polpaccio, la seconda la taglia della scarpa.
Su cataloghi come quello che abbiamo consultato, di Tosoni Selleria, lo stesso modello è disponibile in più combinazioni delle due misure, proprio perché a parità di numero di piede la gamba cambia molto da persona a persona.
Nota finale sulle calzature da equitazione
Non esiste dunque una soluzione migliore in assoluto: stivali e stivaletti rispondono a esigenze differenti e, se abbinati alle ghette, anche questi ultimi possono rappresentare un’opzione performante.
L’aspetto essenziale è individuare il giusto equilibrio tra protezione, comfort e libertà di movimento, fattori centrali in qualsiasi disciplina e livello di preparazione.

