Futuro Nazionale, un’alternativa per l’Italia: Alemanno e Vannacci benedetti da Afd. Il matrimonio di Orvieto finisce con un grande pranzo all’aperto. L’esperimento, per ora, è riuscito
Alternativa per l’Italia. Nero e più nero, Gianni Alemanno e Roberto Vannacci. Il matrimonio di Orvieto finisce con un grande pranzo all’aperto, in un bell’agriturismo umbro, sotto al sole e all’ombra di una quercia. L’esperimento, per ora, è riuscito. A celebrare l’unione l’AfD, il partito tedesco di estrema destra che vince in Sassonia e sale nei sondaggi. Ospite d’onore l’eurodeputato Marc Jorgen: “Presto governeremo insieme”, prevede. Alemanno è d’accordo: “Entro dieci anni Roberto Vannacci sarà a palazzo Chigi”.
Sullo sfondo resta il tema delle alleanze. Ignazio La Russa dice “mai con Vannacci” e l’ex generale replica: “Io non ho tradito i miei valori né gli elettori, e comunque le alleanza si fanno prima del voto”. Dal palco è Edoardo Ziello a dettare la linea in politica estera: “Se il gas russo costa meno, compriamolo. E basta armi a Zelensky, non è la nostra guerra”.
Jorgen si prende molti applausi, una vera e propria standing ovation quando cita Julius Evola. “Mi sono commosso”, ammette Chicco Costini mentre fuma una sigaretta. È stato il reggente del movimento Indipendenza mentre Alemanno era in carcere. “Finalmente mi sento libero di essere me stesso– aggiunge- erano trent’anni che aspettavo questo momento”. La svolta di Fiuggi, il peccato originale. “Non moriremo come Gianfranco Fini”, grida dal palco l’ideologo Lorenzo Gasperini, prendendosi una cascata di applausi. “Non saremo più una destra compromissoria”, gli fa eco Alemanno.
Vannacci a breve ricambierà la cortesia di Jorgen, partecipando a un evento di AfD in Germania. A dividerli potrebbero esserci solo le mire tedesche sul Sudtirolo. “È una stupidaggine”, taglia corto l’eurodeputato di AfD.
Alemanno racconta che la prima volta che pranzò con Vannacci e Massimiliano Simoni, il coordinatore di Fn, quest’ultimo gli domandò se non volesse entrare nel partito “per fare una corrente”. La stessa osservazione gliel’ha fatta La Russa: “Tanto lo so che vuoi farti la corrente da Vannacci”, lo imita Alemanno con la voce gracchiante. Ma l’ex sindaco di Roma giura che nulla è vero: “La nostra fedeltà a Vannacci sarà assoluta”.
In giro ci sono celtiche al colle e qualche maglia con su scritto “Non ho la patente antifascista”. In platea gira Caio Mussolini, pronipote del duce. Dal palco il braccio destro di Alemanno, Massimiliano Simoni, riscrive la storia: “Piazzale Loreto è la pagina più vergognosa della storia italiana, un momento esecrabile”. Applausi.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

