Voto farsa: ha vinto il partito di Putin. Russia Unita ha dominato le elezioni per il rinnovo del parlamento. Elezioni montate senza una vera opposizione, tra le altre cose
In Russia ha vinto Putin. Ovvero il suo partito, Russia Unita, che dopo l’80% circa delle schede scrutinate, è dato al 58% alle elezioni per rifare la Duma, il parlamento russo. Si è votato in Russia e nelle regioni ucraine occupate, ma le elezioni russe sono una scenografia, e il regime del presidente aveva lavorato a lungo perché nessuno rovinasse la festa elettorale con una vera concorrenza. Sulla scheda erano rimasti pochi partiti, “di opposizione” per statuto ma allineati al governo nella realtà.
Chi era contro davvero è stato tolto di mezzo per tempo. Come Yabloko, il solo partito ad aver preso posizione contro la guerra in Ucraina, escluso dalla “competizione” elettorale, i cui membri presentatisi ai seggi come osservatori sono stati allontanati.
Russia Unita controllava già circa il 70% dei seggi, 310 su 450, e ha riconquistato una maggioranza schiacciante. A contare era semmai il dato di contorno: l’affluenza, che il governo dà al 56,66% contro il 51,72 del 2021. A Putin serviva gonfiare questa parvenza di normalità per pubblicizzare un ampio sostegno popolare.
Dissidenti ed emigrati hanno comunque protestato davanti ad ambasciate e consolati all’estero. Mentre “a casa” molti sono andati a votare tutti alle 12, in una sorta di processione di protesta silenziosa come già alle presidenziali del 2024.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

