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Salvini intitola a Bossi il pratone di Pontida e annuncia il Congresso del partito

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Pontida, Matteo Salvini intitola a Umberto Bossi il ‘pratone’. Poi l’annuncio: “Proporrò un congresso straordinario della Lega a ottobre”

Il “sacro prato” di Pontida porta da oggi il nome di Umberto Bossi. A scoprire la targa dedicata al fondatore della Lega è stato il segretario Matteo Salvini, in apertura dell’edizione 2026 del raduno del Carroccio. “Colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra”, si legge sulla targa.
Il ricordo di Bossi ha aperto la giornata anche dal palco, con le immagini del Senatur proiettate sui maxischermi sulle note del “Va, pensiero”, intonato dal tenore Davide Pastorino.

SALVINI: “CONGRESSO STRAORDINARIO A OTTOBRE, CHIEDERÒ FIDUCIA”

“Domani convocherò il Consiglio federale della Lega a Milano e proporrò, nel mese di ottobre, di convocare un congresso straordinario della Lega, per decidere insieme e marciare uniti e compatti”, ha annunciato Salvini che al suo arrivo è stato accolto da oltre cinque minuti di acclamazioni. “Torno dai militanti, torno dai delegati, torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia. Lo chiederò con un’alzata di mano”, ha aggiunto Salvini. “Non voglio divisioni, voglio unità. Voglio serenità, determinazione, idee chiare e compattezza”, ha spiegato.

Se c’è una discussione da fare, se c’è un problema da risolvere, una soluzione da portare sul tavolo, tutto questo va affrontato nelle sezioni della Lega, non in piazza, sui giornali o in televisione“, ha continuato Salvini nella parte del suo intervento dedicata all’unità interna del partito. “Già ci danno poco spazio- ha proseguito- ma se questo poco spazio che ci danno lo riempiamo con polemiche interne, facciamo solo un favore alla sinistra“. Salvini ha quindi avvertito che “la prima voce fuori posto non fa un torto a Matteo Salvini, ma danneggia il lavoro di decine di migliaia di militanti in tutta Italia. Dovrà spiegare non a me, ma a voi perché continua a fare regali alla sinistra”.

SALVINI: “CHI INSULTA PARTITO NON AVRÀ PAROLA, CERCA SOLO POLTRONE”

“Non mi riferisco a chi è qua a Pontida, ma a qualcuno che ha fatto altre scelte in passato, che ogni giorno insulta la Lega, attacca la Lega e infama la Lega“, ha detto il vicepremier e segretario della Lega chiudendo il suo intervento. “Certa gente senza dignità non può avere parola dove c’è l’Alberto da Giussano. Certa gente non porta avanti ideali, ma è solo a caccia di poltrone e non le troverà in casa nostra“, ha aggiunto Salvini.

SALVINI: “ALLEATI DICANO NO A NUOVE MOSCHEE E CENTRI ISLAMICI”

“I nostri alleati di governo devono dire subito no alla costruzione di qualsiasi nuova moschea e centro islamico e pretendere le prediche in italiano”, ha detto il vicepremier nel corso del suo intervento, indicando nel “terrorismo, fanatismo ed estremismo islamico” un pericolo per le libertà occidentali. Salvini ha chiesto inoltre di “pretendere la trasparenza dei finanziamenti” e “dire di no al burqa e al velo islamico”. “Ci vuole coraggio, amici del centrodestra”, ha aggiunto.

CALDEROLI RICORDA BOSSI: “CON LUI 40 ANNI DELLA MIA VITA”

“Ho passato 40 anni della mia vita con lui”. Roberto Calderoli ricorda Umberto Bossi dal palco di Pontida e racconta il rapporto con il fondatore della Lega: “Ultimamente non veniva più a questa manifestazione per questioni fisiche, ma tutte le volte che c’era Pontida ti chiamava il sabato, durante la manifestazione, alla fine e il giorno dopo”. Calderoli ricorda quando andava a Gemonio “a raccontare tutto quello che era successo” e sottolinea: “Ogni incontro che ho avuto con lui è stato un approfondimento, un arricchimento, perché rispetto ai politici di oggi lui non ragionava sull’oggi, sui sondaggi, sui like, ma a cinque-dieci anni di distanza o una generazione. Questo vuol dire volare alto”. Il ministro ricorda poi il passo indietro di Bossi nel 2012 e, rivolgendosi alla platea, dice: “Quando dite Bossi, poi venite anche a ricordarlo, non solo a fare l’applauso”.

CALDEROLI: “ESAME DI COSCIENZA DEI DIRIGENTI, DA ME A SALVINI”

“Credo che oggi, come dirigenti, perché credo che il problema sia più dei dirigenti che dei militanti, un esame di coscienza sia necessario farlo, a partire da me stesso, dal nostro segretario Salvini, dai governatori e dai segretari regionali”. Lo dice il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, dal palco di Pontida.
“Siamo disposti a dire, e poi a farlo nei fatti, che prima viene la Lega e poi vengono gli uomini, le donne e le nomine? Io sono convinto di sì”, aggiunge. Calderoli richiama quindi il suo ingresso nel Carroccio: “Quando sono entrato nella Lega non ho aderito a un partito politico, a un movimento. Sono entrato in una famiglia, in una fede, in un credo”. E chiude richiamando l’insegnamento di Gianfranco Miglio e mostrando un ramoscello d’ulivo con tre olive: “Per me simboleggiano una Lega unica, unitaria e tre macroregioni sotto la guida del nostro segretario”.

ROMEO: “LA BASE SPINGE PER RINNOVAMENTO”

“La base spinge per portare avanti delle idee di rinnovamento. Io penso che il modo migliore sia che ci sia qualche dirigente che incarni questa volontà di portare le istanze al nostro segretario”. Lo dice il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, a margine della festa della Lega a Pontida. “L’auspicio e l’augurio- prosegue- è che strada facendo si riesca ad arrivare a una soluzione che veda tutti insieme”.

ROMEO: “A PONTIDA UN CONFRONTO APERTO, NESSUNA FRONDA”

“C’è in ballo una discussione, un confronto, un dibattito che penso sia utile per far crescere il movimento e far sì che la Lega possa ritornare ai suoi livelli”. Lo dice il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, a margine della festa della Lega a Pontida. “Nessun litigio, nessuna contestazione, nessuna fronda, ma semplicemente un confronto aperto”, aggiunge.

ROMEO: “RECUPERARE L’IDENTITÀ SENZA DISCUTERE LO SCENARIO NAZIONALE”

“Dobbiamo recuperare l’identità senza mettere in discussione la Lega nazionale”. Lo ha detto il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, dal palco di Pontida. Per Romeo si può “conciliare la Lega nazionale con la Lega sindacato del territorio, in un’unica Lega confederata”, portando avanti “un messaggio federalista”. Questo, ha precisato, “non significa che bisogna abbandonare certe tematiche che stiamo portando avanti con forza”, come immigrazione e sicurezza. Romeo ha poi ribadito la necessità di superare “la logica del leader contro leader” e puntare sul concetto di gruppo: “Tutti facciamo parte della stessa squadra”. La strada, ha concluso, è essere “uniti a livello nazionale e rafforzati a livello territoriale”.

ZAIA: “ROMEO RESTI CAPOGRUPPO, SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA”

“Sono scelte che devono fare i senatori, ma per quel che mi riguarda no: siamo a fine legislatura e squadra che vince non si cambia”. Così Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, a Pontida, risponde a chi gli chiede se Massimiliano Romeo debba essere sostituito nel ruolo di capogruppo della Lega al Senato dopo le tensioni con il segretario Matteo Salvini.

Dal palco del raduno leghista Zaia rivendica poi il futuro del movimento: “In Lega ne ho viste di meglio e ne ho vissute di peggio. La Lega non muore, si evolve”, afferma, chiedendo al governo “di istituire un progetto dedicato alla questione settentrionale e uno alla questione meridionale”. Per Zaia “è innegabile che ci sia anche una questione settentrionale”, cosi’ come “e’ innegabile che ci siano cittadini del Sud costretti a farsi le valigie”.
“La questione del Sud va risolta, ma ce n’è una del Nord che non va trascurata e non è di Serie B. La Lega di oggi non è la Lega che avremo tra 20 o 30 anni”, aggiunge. Infine, sull’immigrazione, ribadisce: “Per noi resta un principio: chi viene qui a fare il delinquente ha il diritto di essere spedito a casa sua”.

ZAIA: “I TERRITORI DI RIFERIMENTO RESTANO QUELLI DEL NORD”

“Io resto dell’idea che i territori di riferimento restino quelli del Nord, in un progetto di unità nazionale”. Lo ha detto Luca Zaia, a margine del raduno della Lega a Pontida. “Le istanze del Nord devono essere accolte- ha aggiunto- Come c’è una questione meridionale, è pur vero che c’è una questione settentrionale”. Per Zaia “la questione Sud va risolta, ma ce n’è anche una del Nord, che è la locomotiva d’Italia e ha bisogno di risposte, altrimenti questo Paese va a finire male”.

ZAIA: “UN SEGRETARIO C’È GIÀ, PONTIDA È FESTA DEL POPOLO

“C’è già un segretario, mi sembra ovvio”. Così Luca Zaia, a Pontida, rispondendo a chi gli chiedeva se potesse essere il futuro segretario della Lega.
“Si è fatto un congresso, ne prendiamo atto, un segretario c’è già”, ha ribadito, osservando che “l’estrazione politica, sociale e culturale del popolo della Lega è variegatissima ed eterogenea” e che è quindi “inevitabile che a volte ci siano posizioni che non collimano al 100 per cento”.
Pontida, ha aggiunto Zaia, “è la festa del popolo, della Lega, non è una festa personale di Zaia, di Salvini, di Fontana o di qualcun altro”. Per questo, ha concluso, “dobbiamo avere il massimo rispetto per questi militanti, sostenitori e simpatizzanti che dedicano il loro tempo libero al partito”.

FONTANA: “IL FUTURO È NEL FEDERALISMO, RIDARE VOCE AI TERRITORI”

“Il nostro futuro è fatto di federalismo, di potere ai territori”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal palco del raduno della Lega a Pontida. “Quando vedo che ci sono provvedimenti centralistici io non sto zitto- ha aggiunto- Sono nato federalista e continuerò a parlare e a ribellarmi a queste scelte”. Per Fontana bisogna andare “verso un partito che sia organizzato anche in modo federale” e “ridare voce ai nostri territori”. “In Lombardia- ha concluso- dimostriamo che siamo in grado di operare bene, meglio di ciò che succede a Roma”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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